Covid

Tamponi e pass, ecco cosa cambia. Domande e risposte

1. Basta un tampone rapido in farmacia per certificare la guarigione?
Secondo le nuove disposizioni del governo, è sufficiente un test antigenico senza bisogno di conferma di un molecolare per stabilire la guarigione. Tutto questo è possibile soltanto se si tratta di un test antigenico di ultima generazione, ossia con fluorescenza, somministrato nei laboratori o nelle farmacie accreditate, che hanno l'onere di comunicare all'Ausl in tempo reale, l'esito del tampone. Alcune regioni hanno emanato ordinanze secondo le quali è sufficiente un antigenico anche per certificare la positività.

2. Come funziona il tampone «in fluorescenza»?
Il metodo della fluorescenza scopre se ci sono particelle virali e le quantifica tramite un'unità di misura chiamata Coi (Cut Off Index): se viene superata quota dieci, la positività è sicura e si può evitare di fare un secondo tampone, quello molecolare, per certificare l'avvenuto contagio. Per il resto è lo stesso cotton fioc che si infila nella narice come già avviene con il test rapido o antigenico. Nei tamponi rapidi antigenici invece «si cercano le molecole che vengono prodotte in seguito all'ingresso del virus nell'organismo».

3. Quando è utile utilizzare i tamponi fai da te?
Sono quelli che si possono acquistare liberamente al supermercato o in farmacia. Ce ne sono di due tipi: salivari o con tampone naso-faringeo. I primi sono meno affidabili dei secondi. La positività per entrambi i dispositivi viene segnalata solo se la carica virale è molto alta. Questi test non hanno alcuna validità per porre fine al regime di isolamento o quarantena. Possono essere utili se si hanno dei sintomi comparabili a quelli del Covid e si vuole eseguire uno screening a casa. In caso di positività conviene contattare immediatamente il medico di famiglia.

4. A cosa servono i tamponi rapidi o antigenici?
Si possono eseguire in farmacia o nei laboratori specializzati. L’esito negativo garantisce il rilascio del Green pass. Secondo le nuove disposizioni, la positività a un test rapido equivale a una diagnosi di Covid e quindi non sarà più necessario eseguire un esame molecolare. Per chi risulta positivo dopo aver ricevuto la terza dose o la seconda da meno di 120 giorni, a patto che sia rimasto asintomatico per tutto il periodo o lo sia da almeno tre giorni, è sufficiente un tampone rapido (negativo) per uscire dall'isolamento.

5. Cos'è «Flurona? Quali sono i suoi sintomi?
L'hanno chiamata «Flurona» ed è la contrazione della parola «influenza» ("flue" in inglese) e coronavirus. Non si tratta di una nuova variante quindi, ma di un termine usato dai virologi e, più in generale, dagli addetti ai lavori, per indicare una persona affetta da entrambi i virus, dell'influenza stagionale e del Covid. Entrambe le infezioni sono virali e causano difficoltà respiratorie poiché attaccano il tratto respiratorio superiore. Alcuni casi sono stati registrati sia in Israele che negli Stati Uniti.

6. Cosa succede se quando riceviamo la vaccinazione siamo positivi anche se inconsapevolmente?
Pur non essendoci risposte ufficiali sull'argomento da parte del Ministero della Salute, virologi e infettivologi sono concordi nell'affermare che non ci sono controindicazioni nel ricevere la vaccinazione pur essendo positivi al coronavirus senza saperlo. In qualche caso gli effetti collaterali comuni e non gravi, come febbre e dolori muscolari, sono risultati potenziati, ma non sarebbero state registrate evidenze di eventi particolarmente gravi.

7. In quali casi il Green pass può essere revocato?
La Certificazione verde può essere revocata nel caso in cui una persona risulti positiva al test per il coronavirus. Nel caso in cui ci sia un errore nell'inserimento dei dati, o un test dia erroneamente un risultato positivo, le strutture sanitarie dei Servizi sanitari regionali, il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta possono annullare la revoca del Green pass, indicandone però la precisa motivazione.

8. Ho avuto il Covid e ho fatto una dose. Cosa fare se entro in contatto con un positivo?
Per chi è guarito e ha fatto una dose unica di vaccino valgono, di fatto, le stesse regole di chi ha completato il ciclo primario di vaccinazione. Chi si trova in questa condizione, se entra in contatto diretto con un positivo e ha fatto il vaccino da meno di quattro mesi, deve osservare l'autosorveglianza per cinque giorni, se asintomatico, e indossare per dieci giorni una mascherina della tipologia Ffp2. Se invece sono trascorsi più di quattro mesi dalla vaccinazione contro il coronavirus, deve fare una settimana di quarantena più il test antigenico.

9. Sono stato a cena con un positivo. E' da considerarsi un contatto diretto?
Per contatto diretto si intende la convivenza nella stessa casa, il contatto fisico come la stretta di mano o il bacio, ma anche la permanenza in un ambiente chiuso, a meno di due metri, per più di quindici minuti senza mascherina. Quindi, se si mangia allo stesso tavolo, a distanza ravvicinata da una persona positiva, o se si lavora nella stessa stanza senza mascherina, bisogna considerarsi un contatto ad alto rischio. Se invece si indossa la mascherina o il contatto è stato breve e ad una buona distanza, si è a basso rischio. r.c.