carabinieri
I carabinieri della stazione di San Pancrazio hanno smascherato un presunto truffatore che, alterando i contatti del sito on line di una ditta di Parma, avrebbe incassato migliaia di euro da acquirenti inconsapevoli: nei giorni scorsi i militari hanno denunciato un 32enne italiano, residente fuori provincia, accusato di frode informatica e sostituzione di persona.
L’inchiesta è partita mesi fa dalla denuncia di un imprenditore parmigiano di 60 anni, che aveva segnalato la compromissione dell’identità digitale della propria azienda: ignoti avrebbero manipolato le indicizzazioni sui motori di ricerca e modificato i recapiti telematici della società per raggirare i clienti. La vicenda è emersa quando il titolare è stato contattato da un’impresa truffata: un soggetto si presentava con la medesima ragione sociale e partita Iva dell'azienda, avevano persino inviato false fatture intestate alla ditta legittima.
Gli accertamenti svolti dal 60enne hanno poi rivelato che, nel motore di ricerca, era stato sostituito il numero di cellulare associato all’azienda con un’utenza sconosciuta. Parallelamente, su piattaforme Marketplace comparivano inserzioni di macchine agricole proposte a prezzi stracciati a nome della stessa ditta, ciascuna con un referente differente.
Incrociando tale denuncia con quella di un’ulteriore vittima, titolare di un’azienda fuori regione, i carabinieri hanno ricostruito l’impianto della truffa. Quest’ultimo, interessato all’acquisto di un "rotolone" (irrigatore con recupero a motore), aveva selezionato un annuncio. Cliccando sul link, era stato reindirizzato a una pagina che mostrava la reale società parmigiana, ma abbinata al numero telefonico riconducibile ai truffatori, immediatamente contattati per concludere l’affare.
Concordato un prezzo di 5.200 euro, l’acquirente ha ricevuto via WhatsApp l’iban su cui versare un acconto di 1.000 euro, puntualmente bonificato dal conto della propria azienda. Poco dopo, il venditore fittizio ha inviato una seconda fattura per i restanti 4.000 euro, salvo poi sostenere di aver commesso un errore e di dover emettere un nuovo documento. Nel frattempo, l’acquirente aveva già saldato l’importo tramite bonifico istantaneo.
Quando il falso commerciante ha preteso ulteriori somme per spese di trasporto prima indicate in 200 e poi ridotte a 150 euro, la vittima — avendo già corrisposto l’intero ammontare — ha chiesto di attendere una fattura corretta o un’unica nota di accredito che riallineasse i pagamenti. A quel punto l’interlocutore ha iniziato a prendere tempo, assumendo un atteggiamento difensivo e promettendo un rimborso mai effettuato.
Insospettito, l’acquirente ha rintracciato i contatti autentici della ditta parmigiana, che è risultata completamente ignara dei fatti e ha disconosciuto il numero telefonico apparso online.
Le investigazioni dell’Arma sono quindi entrate nel vivo: attraverso l’analisi delle intestazioni delle utenze telefoniche usate per i raggiri e il tracciamento dei flussi finanziari, con la collaborazione degli istituti di credito coinvolti, i militari sono risaliti al presunto autore.
Si tratta di un 32enne italiano, con precedenti per reati analoghi, deferito alle competenti Autorità giudiziarie.
Resta fermo che l’indagato, allo stato, è soltanto gravemente indiziato e la sua posizione sarà esaminata dall’Autorità giudiziaria lungo tutto l’iter processuale, potendo essere definita esclusivamente in caso di eventuale sentenza di condanna definitiva, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.
© Riproduzione riservata
Contenuto sponsorizzato da CMS Electric Motors Srl
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata