Parmigiano Reggiano, ritiro forme e tagli per alzare i prezzi
«Armeremo il nostro bazooka con una manovra da 100 milioni di euro, cui se ne aggiungeranno altri 70 dallo Stato. Sarà una rivoluzione per noi. Prima di tutto amplieremo i compiti del Consorzio, che tutela il prodotto ma deve entrare anche nelle funzioni economiche per regolare questi sali e scendi. Poi c'è un pacchetto suddiviso in tre: alleggerire i magazzini con il ritiro delle forme per alzare il prezzo, valorizzazione di queste con un piano di marketing estremamente strutturato per reimmetterle e infine riduzione della produzione, con incentivi ma anche penalità per chi non si attiene». Lo spiega alla Gazzetta di Reggio il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli. Il 2019 è stato un anno record per produzione e prezzi, ora però il prezzo ai produttori è crollato del 40%, ma da agosto - anticipa - «svuoteremo i magazzini pagando 1,30 euro in più al chilo: 8,50 per il 12 mesi, ora è a 7,20. Ci sarà un forte rimbalzo per i produttori nel giro di due settimane».