intervista
Martino Grazzi: "Non solo ricerca per la farmaceutica. Qui conta il capitale umano"
Il Direttore dello stabilimento di San Polo di Torrile: "Fondamentale il rapporto con il territorio. Qui facciamo crescere i giovani talenti"
Da febbraio 2024 Martino Grazzi dirige lo storico stabilimento di GSK a San Polo di Torrile. Una realtà all'avanguardia nella ricerca e produzione di farmaci altamente specializzati ma anche nell'attenzione al welfare aziendale.
Dottor Grazzi, cosa rappresenta lo stabilimento parmigiano per un colosso come GSK?
È uno stabilimento fondamentale nel network e nel panorama GSK per due motivi. Primo, Parma rappresenta un centro di manifattura di eccellenza che incorpora alcune capability che sono soltanto qui. Ad esempio le produzioni sterili ad alto contenimento che richiedono una serie di precauzioni e di complessità da gestire che non si improvvisano. Un aspetto che pone Parma sotto una grande responsabilità ma al tempo stesso in uno spotlight di importanza strategica per l'intero gruppo. L'altro elemento per cui Parma è centrale è il ruolo di «NPI», cioè di sito di introduzione di nuove molecole o nuove piattaforme tecnologiche. Significa avere sempre una pressione positiva per sviluppare e lanciare nuovi farmaci che nel lungo periodo potranno essere prodotti anche altrove. È un ciclo continuo perché lanciamo sempre nuovi prodotti grazie allo sviluppo congiunto tra produzione e R&D.
Cosa è accaduto nei due anni scarsi che è qui a Parma?
Il ruolo non è cambiato, lo stabilimento esiste da prima di me e continuerà ad esistere dopo di me, ma nell'ultimo anno e mezzo da qui sono passati alcuni alcuni importanti investimenti. Primo tra tutti quello per il lancio di un prodotto per il trattamento del mieloma multiplo che ha dato ancora più risonanza alla centralità del sito. E ci sono altri prodotti all'orizzonte breve: decisamente c'è stata un'accelerazione e una crescita esponenziale da un punto di vista di peso specifico dello stabilimento nel network.
GSK è un gruppo globale. Il tema dei dazi vi tocca?
Solo marginalmente. Intanto per una ragione di natura prettamente societaria, perché lavoriamo in regime di toll manufacturing. E poi perché gestiamo categorie speciali di farmaci che vengono gestiti, ancora una volta, centralmente.
Non solo farmaci: dall'impianto fotovoltaico ai campi da padel fino alla mindfulness room si vede a occhio nudo un'attenzione importante agli aspetti del welfare aziendale.
Quanto è importante il fattore umano?
Molto. Qui gli investimenti sul fronte produttivo e industriale vanno di pari passo con quelli nel capitale umano. È un aspetto che conta tantissimo. Si possono produrre farmaci in ogni angolo della terra con gli investimenti giusti, ma quello che fa la differenza è la cultura che lo stabilimento respira. La parte etica, la parte di engagement sono fondamentali anche per attrarre le risorse giuste, i talenti.
Rientra in questo ambito anche il parco fotovoltaico, uno dei più grandi della regione?
Sì, è uno dei tanti investimenti che l'azienda sta facendo. Sostanzialmente lavoriamo su tre dimensioni per la parte di sostenibilità: limitare fino a neutralizzare la generazione di CO2, diminuire il volume dei rifiuti e la dipendenza dall'acqua. Non solo: l'azienda si è data l'obiettivo di favorire la biodiversità negli ambienti di lavoro. L'obiettivo è essere Carbon Neutral nel 2030 in tutto il network.
Com'è il rapporto con il territorio?
Per star bene non basta quello che diamo all'interno del perimetro, ma conta prendersi delle responsabilità verso il territorio che ci ospita in maniera egregia. Ci sono diverse iniziative che coltiviamo, prima di tutto con tante associazioni non profit della zona. Il tema non è solo far conoscere il territorio, ma collegare le realtà locali con l'azienda. Gli esempi sono tantissimi, ne cito solo uno: abbiamo portato la biblioteca in azienda grazie a un accordo con la Biblioteca Civica di Parma e la collaborazione con Biricca. Per tutti noi è importante assicurare che il nostro footprint sul territorio sia positivo sotto tutti gli aspetti. Non è solo una questione etica, è qualcosa che tiene ingaggiate le persone e rispecchia la vocazione dell'azienda.
Questo è uno dei centri di eccellenza di un settore che - come ripete spesso il presidente di Farmindustria Marcello Cattani - traina l'export italiano, ma forse ci sarebbe bisogno di normative più snelle...
Noi abbiamo un rapporto eccellente con l'AIFA, che è il nostro marketing authorization holder. Nonostante le necessarie trafile burocratiche, i distretti di eccellenza in Italia hanno la capacità di generare ricerca e tecnologia lungo tutta la filiera. Le aziende estere possono continuare a investire in Italia se trovano sicurezza, affidabilità e capacità di rispettare gli impegni. E per questo occorre contare sulle persone giuste e farle crescere, cosa che qui a San Polo avviene quotidianamente. Noi proviamo in questo senso a coprire alcune lacune che tutt'ora purtroppo esistono. Abbiamo sviluppato una partnership con un gruppo di recruitment: prendiamo ragazzi da tutta Italia, giovanissimi, li portiamo qui con un format innovativo, gli offriamo un alloggio e formazione, li sviluppiamo fino a quando sono pronti e i migliori restano in azienda.
Su quali farmaci lavorate qui?
Qui non troverete prodotti generici da banco, ma salvavita su tre aree terapeutiche: quella oncologica, quella per il trattamento dell'HIV e l'Aids e quella delle aree delle «specialistiche», cioè malattie invasive come il lupus o malattie croniche che hanno un impatto estremamente complesso nella vita delle persone. Qui si fanno quei farmaci che non si possono prendere da un competitor, spesso lo spartiacque tra la vita e la morte. E amministrati, quasi tutti in sede ospedaliera.
E qui avvengono anche i test oltre alla produzione?
Tutti i farmaci che vengono prodotti sono anche testati in un laboratorio di eccellenza, Biolab. Non solo: questo è un testing hub anche per farmaci prodotti altrove, non perché in Usa o in Uk non siano capaci ma qui nel tempo è stato sviluppato un laboratorio con competenze che garantiscono uniformità, adeguatezza e qualità uniche. Ogni singolo lotto, ovviamente secondo quella che è l'indicazione delle farmacopee europea, statunitense, cinese, viene testato più volte secondo parametri che sono chimici, fisici e biologici e passa attraverso una serie di scrutini ben predefiniti dal legislatore. Per fare questo ci vogliono competenze, passione e tecnologie. E qui le abbiamo.
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CHI È
Martino Grazzi, Site Director e Amministratore Delegato GSK Manufacturing Spa è un biologo toscano. L'esperienza nel mondo farmaceutico è ultraventennale (Bayer, Chiron Vaccini, Novartis, GSK). Dopo diverse esperienze in produzione, supply chain e qualità sia in Italia che all'estero, è stato Site Director e Manager Director per Gsk a Budapest. A Parma da febbraio 2024, è sposato e ha un figlio.
I NUMERI DI GSK ITALIA
Fatturato +1,6 miliardi di cui un terzo di export
Oltre 2600 fornitori, il 94% europei
98 milioni di unità prodotte (45 a Parma)
4200 collaboratori (755 a Parma)
4 sedi in Italia: Verona, Siena, Rosia e Parma
GSK Parma
Dipendenti: 755 (7% di incremento annuale negli ultimi 5 anni, provenienti da tutta italia e da 20 paesi)
50% uomini/donne, età media 41 anni con 12 anni di seniority media, grazie a percorsi interfunzionali e opportunità di sviluppo
52% laureati o con PhD, superiore alla media italiana (30%) e ugualmente elevato per industria manifatturiera
Supporto alla ricerca
Più di 30 produzioni/anno per progetti di ricerca clinica supportati dal sito per tutto il network GSK
Il parco Fotovoltaico:
Le installazioni nel campus sono tre, per una dimensione totale di 12000mq è circa 1,5 volte un campo di calcio. Potenza 3.8GW/anno equivalente all’energia consumata da 900 appartamenti, che permette allo stabilimento GSK di avvicinarsi all’obiettivo di completa autonomia dalla rete (100% autonomia nei mesi estivi, 90% nei mesi invernali)
22 aziende tutte italiane hanno collaborato alla realizzazione (con zero incidenti)
Riduzione di emissioni di CO2: più di 1.100 tonnellate/anno
Collaborazioni con il territorio:
Gsk è associata a Parma Io Ci Sto!; è membro del comitato direttivo di Welldone, tavolo focalizzato alle iniziative di wellbeing; collabora con circa 15 associazioni ed enti no profit (inclusione, sostenibilità ambientale, innovazione e salute). Più di 250 persone prestano 1/2 giornate di volontariato ogni anno in queste realtà; è partner del Progetto Salute in Comune del comune di Torrile.