Corso del Cisita
L’intelligenza artificiale non è semplicemente una tecnologia, ma un cambio di paradigma, un modo diverso di fare le cose. Per capire come funziona, la teoria non basta. Bisogna sporcarsi le mani, sperimentare direttamente. È una vera rivoluzione, che sta cambiando ogni aspetto della nostra vita, per essendo la materia ancora perlopiù sconosciuta. Servirebbe una maggiore consapevolezza riguardo alle sue potenzialità. Basti pensare, ad esempio, alle tante soluzioni per integrarla nei processi aziendali. Per questa ragione, Cisita Parma, l'ente di formazione dell'Upi e Gia, propone un viaggio dentro al mondo dell’AI, con un nuovo corso che si intitola: «Come portare l'intelligenza artificiale nella propria azienda» (per informazioni e iscrizioni, 0521/226500, cisita@cisita.parma.it). Le lezioni avranno luogo il 17, 19 e 24 marzo, con un modulo di 4 ore per ciascuna giornata e saranno tenute da Matteo Montan, giornalista che da oltre 30 anni si occupa di media e di innovazione digitale e da Filippo Campanini, che ha competenze tecniche e oltre 20 anni di esperienza internazionale nel mondo digitale. Insieme, nel settembre dello scorso anno, hanno fondato Aisemplice.biz, società che affianca le pmi nel processo di implementazione dell'intelligenza artificiale.

«Ho fatto parte del comitato scientifico del Festival “Futuro Presente”, che si è svolto a Parma nell'ottobre scorso - è la premessa di Montan -, un evento dedicato a temi come etica e tecnologia, che sono anche al centro della mia iniziativa di divulgazione, [humans/AI], la newsletter che scrivo quotidianamente. Nell'incontro conclusivo del Festival, di cui mi sono occupato, si è parlato di intelligenza artificiale e, da un'indagine citata in quell'occasione, è emerso che il 93% delle aziende di Parma non aveva alcuna implementazione di AI. Partendo da questo dato, è nata l'idea di proporre al Cisita un corso che potesse offrire a imprenditori e manager aziendali, la possibilità di capire qual è il modo corretto di approcciare l'intelligenza artificiale e di poter scegliere, consapevolmente, come introdurla in azienda, per ottimizzare determinati processi».
La prima giornata di corso ha un taglio divulgativo, per porre le prime basi: che cos'è l'intelligenza artificiale, come funziona e quali sono le sue applicazioni e le sue implicazioni. «Occorre capire i vari impatti anche dal punto di vista culturale - spiega Montan - a cominciare da quello personale. Il cervello è plastico e, tendenzialmente, si modifica a mano a mano che si utilizzano nuove tecnologie. C'è poi la dimensione economica perché l'AI sta caratterizzando tutti i grandi investimenti che sono realizzati nel mondo in questo momento. E ancora, oltre all'impatto sociale c'è quello geopolitico, perché sul tema del dominio dell'intelligenza artificiale si stanno costruendo, di nuovo, i due blocchi Usa e Cina».
Il messaggio che si vuol far passare è che quando un imprenditore decide di integrare l'intelligenza artificiale nel proprio business deve sapere quali reazioni avrà l'organizzazione e quali saranno gli impatti. - avverte Montan -. A chi guida un'azienda raccontiamo che tipo di AI si può avere a disposizione, nella logica di fornire gli strumenti per scegliere. E non solo in riferimento alla produttività del singolo dipendente, ma anche a quella aziendale, dal marketing alla produzione.
La seconda e la terza parte del corso consisteranno in veri e propri laboratori, in cui sperimentare direttamente la tecnologia. «Quando andiamo in un'azienda, nell'ambito della nostra attività - spiega Campanini - cerchiamo di far toccare con mano, anche attraverso demo dedicate, cosa è un agente AI, come funziona e come può risolvere un problema. I due laboratori del corso sono coerenti con il nostro modo di lavorare. Dopo le informazioni di base vogliamo mostrare agli imprenditori alcuni casi reali, permettendo a tutti di metterci mano. Individuare quale sistema di AI adottare, significa dimenticare come è stato scelto un gestionale in passato, una decisione sempre demandata alle figure tecniche. Oggi l'imprenditore deve essere il primo a capire come può cambiare il modo di lavorare della sua azienda attraverso questa tecnologia. Non esiste un settore specifico. In base alle necessità, l'intelligenza artificiale è in grado di semplificare e rendere più veloce e meno costoso il processo, creando valore». Una cosa è certa: «La tecnologia c'è, le opportunità anche, quello che spesso manca è una chiara comprensione di cosa l'intelligenza artificiale può e non può fare all'interno di un'azienda - chiosa Montan - . Alla fine sono sempre le persone a decidere. In futuro ci saranno meno esecutori e più orchestratori».
Patrizia Ginepri
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