PREZZI DEI CARBURANTI
Tre sindacati, tre giudizi di diverso orientamento verso il decreto con cui il Governo taglia le accise fino a maggio. La Cgil boccia il provvedimento, ritenendolo inefficace. Per la Cisl invece è "un segnale importante", mentre la Uil promuove il decreto anche se ora chiede nuovi provvedimenti.
Cgil: "Decreto legge accise del tutto inefficace e non scalfisce gli extra-profitti"
Il 18 marzo, giorno prima dell’entrata in vigore del decreto taglia accise, «il prezzo medio del diesel era di 2,105 euro e quello della benzina 1,871 euro, ieri il diesel era a 2,142 euro e la benzina a 1,785 euro. Lo sconto del governo tra accise e iva è stato sostanzialmente mangiato dall’impennata dei prezzi energetici, destinato a crescere se la guerra in Iran durerà a lungo e tutti ci auguriamo che la tregua di questa notte sia il primo passo per la conclusione del conflitto». Lo afferma l’economista dell’ufficio economico della Cgil Nicolò Giangrande, in un’audizione alla commissione Finanze del Senato sui dl fisco e accise. «Si tratta di un intervento di politica economica che, se ai primi impegni del decreto, aggiungiamo quelli della proroga ammonta a oltre un miliardo di euro coperto con l’ennesimo taglio ai minsiteri, compreso quello della salute e a discapito degli investimenti in energie rinnovabili. Un intervento che oltre a rilevarsi del tutto inefficace non ha scalfito di un solo centesimo gli extraprofitti che le compagnie energetiche stanno facendo dall’inizio della crisi», aggiunge Giangrande.
Cisl: "Il taglio delle accise è un segnale importante"
«Preoccupano non poco le ripercussioni del caro carburanti sui prezzi dei beni e dei servizi, il rischio di una ripresa del tasso di inflazione, le ripercussioni sul trasporto marittimo delle materie prime e sul traffico aereo, nonché in prospettiva anche sul trasporto privato». Lo afferma il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, in un’audizione alla commissione Finanze del Senato sui dl fisco e accise. «Nonostante la riduzione delle accise abbia una durata limitata nel tempo riteniamo che si tratti di un segnale importante per i riflessi sul potere di acquisto di lavoratori e pensionati, nonché per le imprese», aggiunge Ganga.
«Esprimiamo invece preoccupazione per il possibile rimbalzo sui prezzi dei carburanti quando terminerà la riduzione temporanea delle accise - al momento stabilita per il prossimo primo maggio. Auspichiamo pertanto il massimo dell’attenzione nel monitoraggio dei prezzi e - se necessario - alla predisposizione di interventi tempestivi non escludendo misure sanzionatorie in presenza di speculazioni a carico dei consumatori», continua il dirigente sindacale. Altri motivi di preoccupazione per la Cisl risiedono sia nel costo di questo primo intervento (circa 500 milioni di euro per venti giorni) che nelle fonti di finanziamento individuate dal decreto oggi in esame. «Se valutiamo positivamente l’estensione temporale della riduzione delle accise esprimiamo preoccupazione per la compatibilità dell’intervento con gli equilibri di bilancio; nonchè per la mancanza di un confronto con le parti sociali per individuare soluzioni più efficienti per il sistema Paese».
Uil: "Il dl accise è una prima risposta ma insufficiente"
«Il provvedimento del governo interviene in un contesto segnato da forte instabilità dei prezzi energetici, con effetti pesanti su inflazione, costi di produzione e soprattutto sul potere d’acquisto di lavoratori, pensionati e famiglie». Lo ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo, in audizione al Senato in commissione Finanze e Tesoro sui decreti fisco e accise. «Riconosciamo che si tratta di una prima risposta a una situazione emergenziale complessa - ha aggiunto Biondo - ma sul piano strutturale emergono due criticità rilevanti: una evidente asimmetria nelle politiche fiscali, con maggiori benefici alle imprese e insufficienti misure a sostegno di lavoratori e pensionati, e coperture basate su tagli lineari alla spesa pubblica con possibile compressione della spesa sociale e sanitaria» Biondo ha poi evidenziato i limiti degli interventi sulle accise: «Si tratta di misure temporanee e non eque, perché i benefici sono proporzionali ai consumi. Servono invece interventi mirati a proteggere i redditi medio-bassi, i più colpiti dall’aumento del costo della vita». Critiche anche sul fronte del contrasto alle speculazioni: «Gli strumenti previsti sono ex post e poco dissuasivi». Per la Uil è necessario «cambiare approccio» con interventi strutturali: «Monitoraggio permanente della filiera energetica, tassazione degli extraprofitti per redistribuire risorse a lavoratori e famiglie, tariffe energetiche progressive, rafforzamento delle politiche europee comuni, clausole anti-speculative più incisive, accelerazione sulle rinnovabili e una riforma fiscale che riduca il carico sui redditi medio-bassi, rafforzi la progressività del sistema e riequilibri il rapporto tra lavoro e capitale e che contrasti efficacemente l’evasione fiscale"
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