POMODORO
Mutti annuncia la propria partecipazione al FuoriSalone 2026 con l’installazione “House of Polpa”. Il progetto è stato realizzato nell’ambito di MATERIAE (20-30 aprile), la mostra-evento ideata e organizzata dalla rivista INTERNI, che si apre a una molteplicità di interpretazioni e di visioni, riflettendo sulla complessità e sull’ibridazione del contemporaneo.
Composta di ventimila lattine di Polpa di pomodoro Mutti, come ventimila sono i giorni di vita del prodotto iconico lanciato dall’azienda nel 1971, e ospitata presso il Portico Richini nei chiostri dell’Università degli Studi di Milano, House of Polpa nasce per essere un manifesto visivo della filosofia di Mutti, mettendo al centro la materia prima, valorizzando la filiera, e mostrando concretamente come il pomodoro possa diventare, da commodity, espressione di cura, qualità e sostenibilità – un bene condiviso con la comunità.

Grazie a un’esperienza immersiva, l’installazione contribuisce a raccontare la filiera del pomodoro, dalla coltivazione alla lavorazione, fino alla trasformazione, integrando soluzioni circolari e zero waste, a partire per esempio dalla pavimentazione sviluppata in collaborazione con Mapei che, realizzata con resina ottenuta dalle bucce di pomodoro e dagli scarti della filiera, dimostra come tutto ciò che nasce dalla terra possa mutare in nuova materia. Un approccio, questo, che riflette pienamente l’impegno di Mutti in un percorso di miglioramento continuo, fondato su ricerca, innovazione e rispetto per la natura e i suoi frutti.
“Nel 1971 lanciavamo la Polpa di pomodoro in finissimi pezzi ed è un orgoglio per me vedere come ancora oggi, 55 anni dopo, il nostro prodotto più iconico sia capace di dar vita a progetti come House of Polpa, che è un assaggio, reale e simbolico, dell’identità Mutti” commenta Francesco Mutti, Amministratore Delegato di Mutti SpA. “Questo progetto nasce da un’intuizione, mutuata da una poesia di Pablo Neruda in cui il pomodoro è il centro del mondo. Lo è anche per noi, e ne è nata un’installazione che davvero riflette l’approccio che ci distingue come azienda. Crediamo che il pomodoro possa essere molto più di un ingrediente: crediamo che possa essere un volano per immaginare e nutrire il futuro che ci aspetta, e House of Polpa ne è la dimostrazione”.

Al termine del Fuorisalone, il 30 aprile, l’installazione verrà poi smontata pezzo per pezzo dai visitatori, che potranno portare a casa con sé una delle ventimila lattine che la compongono. Effimera per scelta, House of Polpa completerà il suo ciclo d’esposizione rimettendosi in circolo per tornare dove già 55 anni fa era stata immaginata: nelle case delle persone.
L’installazione: come il design trasforma un prodotto quotidiano in architettura
La struttura di House of Polpa, autoportante e a volta, si estende per oltre 25 metri e si articola in tre ampi volumi cilindrici, collegati da una passerella in legno rivestita con una resina di Mapei a base di scarti e bucce di pomodoro. Le ventimila lattine di Polpa Mutti sono i veri e propri mattoni che compongono l’architettura: uniti da piccoli elementi in acciaio, compongono un sistema costruttivo ideato per essere smontato con facilità. Ogni lattina, infatti, può essere rimossa senza compromettere la stabilità, trasformando l’architettura attraverso sottrazione.

L’esperienza interna è multisensoriale, pensata per coinvolgere vista, tatto e olfatto, richiamando la consistenza granulare, il rosso intenso e il profumo del pomodoro fresco.
Ogni componente dell’installazione è concepito secondo principi di circolarità: la resina reimpiega scarti di lavorazione, i connettori metallici e il legno della passerella verranno riciclati. Il risultato è un progetto sostenibile, che rende visibile l’intero ciclo del prodotto, dal campo alla cucina, e mostra come estetica e responsabilità possano convivere in un’unica visione progettuale.
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