Un algoritmo per la lotta alle mafie
Francesco Monaco
«La mafia ha superato i suoi confini territoriali: è un fenomeno pericoloso». Diamo il benvenuto nel 2019 (che peraltro sta finendo), al sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo. Detto senza ironia, meglio tardi che mai. Anche se c'è voluto l'arresto di un assessore regionale con l'accusa di voto di scambio per dare una sveglia al Piemonte, che pure è «circondato» su tre lati da altre regioni nelle quali la criminalità organizzata ha da tempo fornito lavoro agli inquirenti. Il perché ci sia poco da ridere sulla frase del primo cittadino del comune torinese è presto detto: nonostante una maxi inchiesta che a scanso di equivoci è stata denominata «Aemilia» e che ha già svelato molte delle trame ordite dalla 'ndrangheta nelle nostre province, il tema è clamorosamente assente dalla campagna elettorale in vista del voto per le regionali del 26 gennaio in Emilia-Romagna.
Negli ultimi cinque anni, è notizia di ieri, la Guardia di Finanza ha sottratto ai boss e alle loro organizzazioni qualcosa come 18 miliardi di euro, in beni mobili e immobili, una cifra che corrisponde ad oltre l'1% del Pil. Ma è meglio continuare a credere, con certezza granitica, che se il Paese non cresce è colpa dell'Europa. E festeggiare il Natale e l'anno nuovo restando ancora una volta ignari, volutamente o inconsapevolmente, di tutto ciò che ruota attorno alle attività di riciclaggio, ai flussi di denaro, ai passaggi di proprietà. Ma parafrasando Fabrizio De André, «anche se noi ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti».