Editoriale
Un patriota che rifiuta i giochetti
Ha parlato chiaro Mario Draghi in Consiglio dei ministri: «Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni … Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo. In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente. Dal mio discorso di insediamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma … queste condizioni non ci sono più … Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli italiani».
La situazione s’è complicata con l’aggressione russa alla repubblica Ucraina, con conseguenze drammatiche, tra le quali va annoverata la crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime, a partire dal gas e dal petrolio. L’inflazione s’è messo in moto: negli Stati Uniti, in giugno ha superato il 9%.
Nella drammatica situazione che viviamo, un gruppo di irresponsabili, incapaci di cogliere un minimo spunto di interesse nazionale, ha tolto la fiducia a Mario Draghi.
Il Cremlino brinda, constatando la crisi politica che ha investito il Regno Unito e l’Italia, elemento quest’ultima di solidarietà ragionata nel mondo occidentale.
Ora, il presidente Mattarella ha deciso di respingere le dimissioni e rinviare il governo alle camere, parlamentarizzando la crisi.
È presto per immaginare l’evoluzione della crisi.
Anche e soprattutto perché Mario Draghi è una persona seria, un patriota devoto che non può avallare un altro tragico giro di ballo dei partiti di questa maggioranza. Ha dichiarato che le dimissioni sono irrevocabili. Una operazione chiarezza assoluta consegnando al Paese la valutazione dell’irresponsabilità dei partiti. Nessuno di essi, infatti, è estraneo allo sfrangiamento dell’alleanza e, probabilmente, vorrà cessare il gioco tragico di una anticipata campagna elettorale.
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