EUROPARLAMENTO
Stop fondi Ue a chi promuove il razzismo. Proposta la modifica ai programmi scolastici
Stop al razzismo e alla segregazione: queste le parole d'ordine del Parlamento europeo per portare avanti la lotta a fenomeni sociali che non dovrebbero esistere più e che invece troppo spesso tornano a riproporsi.
Per contribuire a superare preconcetti e comportamenti contrari ai valori della convivenza civile, l'Eurocamera ha adottato un documento in cui chiede di vietare la concessione di finanziamenti europei e nazionali ai media che promuovono discorsi xenofobi. E di modificare i programmi scolastici per combattere fin dal momento dell’istruzione gli stereotipi discriminatori. Gli eurodeputati spingono inoltre per la tolleranza zero nei confronti del razzismo e di incitamenti all'odio nello sport, esortando la Commissione e gli Stati membri ad adottare sanzioni contro i responsabili e provvedimenti efficaci per sostenere le vittime.
Secondo un sondaggio Eurobarometro, inoltre, oltre la metà degli europei ritiene che la discriminazione razziale sia ancora un fenomeno diffuso. L’essere rom (61% degli intervistati), l'origine etnica (59%) e il colore della pelle (59%) sono i tre principali motivi di odio verso altre persone.
Secondo Salima Yenbou, eurodeputata francese dei Verdi e relatrice della risoluzione sul tema adottata dall'assemblea di Strasburgo, occorre "lavorare attivamente contro il razzismo, affinché i nostri figli non debbano più scontrarsi e confrontarsi con queste problematiche. Dobbiamo conoscere e capire la nostra storia per costruire un futuro migliore. Ecco perché è importante che gli studenti imparino di più su concetti storici come colonialismo, schiavitù e genocidi". Per Massimiliano Smeriglio, deputato del Partito democratico e membro della commissione cultura dell'Eurocamera, "la cultura, l'educazione e lo sport possono svolgere un ruolo fondamentale per leggere la complessità e per sperimentare il valore della diversità. Per questo è importante formare i docenti affinché possano lavorare in contesti multiculturali ed educare gli studenti alla cittadinanza europea. I Paesi devono lavorare più a fondo sull'istruzione e l'integrazione europea per rafforzare la coesione sociale".
Gianantonio Da Re (Lega), anch'egli membro della stessa commissione, sottolinea invece quanto sia importante che "chi appartiene a una minoranza – così come chiunque altro – conosca e rispetti le leggi, la Costituzione, le tradizioni e la storia delle comunità locali e del Paese ospitante. Non ci può essere inclusività senza rispetto reciproco, serve una cultura del rispetto e la tolleranza non può e non deve essere applicata a senso unico”.
Una battaglia, quella contro il razzismo e le segregazioni, che va combattuta - sottolinea il Pe nel suo documento - anche sul fronte del web cooperando con le piattaforme digitali per eliminare i discorsi che incitano all’odio. Ma anche contrastando la diffusione di elementi di disinformazione basati sull'Intelligenza Artificiale (IA) e su algoritmi che includono contenuti razziali e discriminatori.
A cura di Ansa Bruxelles