Dal 6 mar gennaio 18:00
Località
Tipologia
Tipologia
Dal 17 novembre 2018 - 17:30
Al 17 novembre 2018 - 20:00
A Reggio Emilia, negli spazi di Palazzo Scaruffi (via Crispi 3), dal 17 al 25 novembre sarà proposta al pubblico la mostra "Ci fu un tempo?". Si tratta di una collettiva artistica con contributi di Alberto Artioli, Lorenzo Criscuoli, Greta Guidotti (che porta un'installazione con immagini ispirate alla novella Amore e Psiche di Apuleio), Giuliano Iori, Savina Lombardo, Angelo Palazzini, Gianpaolo Sabbadini, Barbara Malatrasi, Graziella Ferraccù e Donatella Violi. Sabato 17 novembre l’inaugurazione è fissata per le 17,30, con una narrazione a cura di Barbara Malatrasi. L’iniziativa è a favore di Fondazione Grade Onlus, l’introduzione sarà a cura di Carlo Baja Guarienti.
Sarà una mostra multidisciplinare con pittura, scultura, pittoscultura, fotografia, installazione e proiezioni, musica, teatro.
Ogni artista donerà un'oper: il ricavato dell'asta finale e di alcuni eventi andrà a Grade onlus per la realizzazione del progetto Pet di ricerca oncologica.
Il gruppo artistico organizzatore è formato da Alberto Artioli, Lorenzo Criscuoli, Greta Guidotti e Donatella Violi.
Nell'installazione di Greta Guidotti, i due amanti ritratti sono Riccardo Montanari e Teresa Ferretti; ci sarà un'audio-traccia interpretata dall'artista reggiano Sandro Pezzi e dalla critica teatrale Adele Cacciagrano.
© Riproduzione riservata
ALTRI EVENTI
Dal 6 mar gennaio 18:00
Località
Tipologia
Dal 1 gio gennaio 17:00
Località
Tipologia
Dal 3 sab gennaio 10:30
Località
Tipologia
Dal 26 ven dicembre 21:00
Località
Tipologia
Dal 19 ven dicembre 20:30
Località
Tipologia
Dal 31 mer dicembre 18:00
Località
Tipologia
Dal 20 sab dicembre 21:15
Località
Tipologia
Dal 20 sab dicembre 20:30
Località
Tipologia
Dal 20 sab dicembre 16:00
Località
Tipologia
Dal 14 dom dicembre 11:00
Località
Tipologia
Dal 16 mar dicembre 18:00
Località
Tipologia
Dal 12 ven dicembre 18:00
Località
Tipologia
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata