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Parma -

Domenica 30 Novembre 2025


Giuseppe Giacobazzi: «Per ridere»

Giuseppe Giacobazzi: «Per ridere»
Il comico lanciato da «Zelig» arriva mercoledì all'Auditorium Paganini e fa il tutto esaurito. Con una premessa: Passeremo due ore in allegria»

 

Per far ridere ma non solo. Giuseppe Giacobazzi, noto al grande pubblico per le sue performance a Zelig, sbarca nella nostra città con il nuovo spettacolo «Un po' di me». L’appuntamento, organizzato da Arci Parma, è per mercoledì all’Auditorium Paganini (ore 21, spettacolo tutto esaurito). Per il protagonista si tratta di un altro passo in avanti all’interno di una carriera che, fino a questo momento, gli ha regalato soddisfazioni e applausi: «Voglio innanzitutto tranquillizzare il pubblico, si tratta di uno spettacolo comico. Quindi l’intenzione è quella di far trascorrere due ore in allegria. Ci sarà comunque una parte introspettiva: racconterò alcuni passi della mia gioventù fino ad arrivare al capolavoro più recente. La nascita della mia bambina. Porterò la mia vita su palco come mai ho fatto prima: sarà un Giuseppe Giacobazzi più italiano e meno macchiettistico».
Dopo il successo di Apocalypse, sei subito partito con questo nuovo tour. Qual è il segreto?
«"Un po' di me" è nato durante i viaggi da un teatro all’altro, nei momenti di pausa, nelle riflessioni notturne: in poco tempo mi sono accorto di avere così tanto materiale da creare due spettacoli. I due anni e mezzo di Apocalypse hanno avuto un alto gradimento da parte del pubblico. Temevo, con questo nuovo lavoro, di non essere all’altezza del precedente. Invece, fino ad ora, sto ottenendo riscontri più che positivi».
Il teatro regala emozioni uniche. Anche per te è così?
«Assolutamente sì: non esiste un posto più adatto per esprimere ciò che si vuole dire. C'è un contatto diretto con chi ti ascolta: è un patto fatto con il pubblico che utilizza il suo tempo e i suoi soldi per vivere ciò che un artista si sente di raccontare».
Il tuo percorso, tuttavia, è iniziato con la radio.
«E' stato uno step fondamentale nella mia formazione: la radio serve per avere parole in continuazione, per capire quanto un silenzio può fare rumore. Il passo successivo è mettere la faccia su un palco, oltre che la voce in un microfono: superata questa difficoltà, tutto il resto è discesa».
La notorietà è arrivata nel 2005 con Zelig Off. Sarai anche nella prossima edizione del fortunato programma Mediaset?
«Devono ancora chiamarmi ma penso che farò parte del cast anche nella stagione 2014/15. La tv è un traino fondamentale per gli spettacoli di un artista. Porterò a Zelig i pezzi di Apocalypse: sono convinto che coloro che mi vengono a vedere a teatro meritino di più di un prodotto televisivo riscaldato».
Il tuo rapporto con Parma è legato al cinema, esatto?
«Nel 2010 ho frequentato con continuità la vostra città: abbiamo girato "Baciato dalla fortuna". Ho un ricordo meraviglioso di Parma e dei parmigiani che hanno accettato con grande comprensione i disagi che la lavorazione di una pellicola inevitabilmente comporta. Un mese e mezzo con tanto lavoro, grandi mangiate e rapporti umani deliziosi. Vivendo a Bologna, comunque, ero già capitato diverse volte in questa zona dell’Emilia: l’accoglienza è sempre stata ottima».

 

 

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