Dal 6 mar gennaio 18:00
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Dal 24 ottobre 2015 - 15:00
Al 24 ottobre 2015 - 19:00
Un anno fa, tra gli scaffali dell’Archivio storico comunale di Roccabianca, tra la polvere del tempo e in mezzo agli oltre 9.000 metri lineari di documentazione, atti, faldoni, registri dall’unità d’Italia ai giorni nostri, un ritrovamento insperato ha riportato alla luce svariate decine di volumi – circa duecento – editi tra la fine dell’Ottocento e gli anni Quaranta del Novecento. Libri che, normalmente, non dovrebbero trovare posto tra le carte prodotte dall’Amministrazione comunale. Di cosa si tratta? Perché erano lì? I libri più vecchi riportavano un timbro curioso, ellittico, con la dicitura «Biblioteca popolare circolante», un forma di raccolta libraria che, in Italia, nacque e si diffuse subito dopo l’unificazione per diffondere cultura tra le classi più povere e modeste. Il repertorio era dunque prevalentemente narrativo – con storie di cavalieri, ladri, fantasmi, ma anche romanzi familiari e sentimentali – e tecnico: opere di zootecnia e agricoltura che miravano a dare, ai contadini della zona, informazioni e conoscenza per la gestione dei campi e degli allevamenti. Probabilmente tutti questi libri sono stati raccolti anche grazie alle amministrazioni socialiste che, con a capo Paolo Bertoluzzi e Giovanni Faraboli, ressero il Comune dal giugno 1912 al dopoguerra.
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