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Parma -

Sabato 21 Febbraio 2026


Pierre Judet de la Combe e i persiani

Pierre  Judet de la Combe e i persiani
Oggi pomeriggio lectio magistralis di uno dei massimi ellenisti del panorama accademico internazionale

Dopo il «Sogno di una notte di mezza estate» che ha inaugurato la nuova Arena Shakespeare di Teatro Due la programmazione prosegue con il debutto in prima nazionale, il 5 e 6 luglio de «I Persiani» di Eschilo, con Elisabetta Pozzi e un cast di dieci attori diretti da Andrea chiodi, e con Le rane di Aristofane, diretto e interpretato dall’Ensemble Attori Teatro Due il 10 luglio. A introdurre ed approfondire i temi inerenti ai testi presentati, Fondazione Teatro Due ha invitato Pierre Judet de la Combe, uno dei massimi ellenisti del panorama accademico internazionale che, oltre ad aver condotto un seminario per attori e drammaturghi, terrà oggi alle 18,30 una lectio magistralis aperta al pubblico dal titolo: «I persiani o il pianto della vittoria». La più antica tragedia greca, «I Persiani», mette in scena il dramma dei vinti e appare quasi come una meditazione sull’esperienza del dolore. «Rappresentata ad Atene otto anni dopo la vittoria greca nelle acque di Salamina, che ha assicurato la salvezza agli Ateniesi, Eschilo, che aveva combattuto contro i Persiani, fa recitare un dramma in cui la vittoria ateniese è vissuta dai vinti come un dolore immenso», racconta Pierre Judet de la Combe. (...)


Cosa possiamo imparare oggi da una tragedia come I Persiani?

«A non fissarci su un’identità, collettiva o individuale. Questo testo ci insegna a capire che quello che siamo dipende da situazioni che non abbiamo previsto e che siamo noi stessi solo se sappiamo immaginarci come diversi. (...)».

L'articolo completo è sulla Gazzetta di Parma in edicola 

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