Il castello di Torrechiara è senza dubbi “il più amato dai parmigiani”: per la dolcezza delle colline circostanti, l’armonia delle architetture, la bellezza degli affreschi. E perché fu teatro di una vicenda amorosa da fiaba. Torrechiara è un simbolo dell’amore: chi non conosce - almeno per sommi capi - la vicenda di Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini?
La festa di San Valentino, patrono degli innamorati, è spunto per scoprire inediti aspetti di questa perla del patrimonio storico e artistico del territorio parmense. Nell’occasione, l’associazione culturale “Melusine” e l’associazione guide “Torrechiara” offrono a tutti le visite guidate a tema “Due cuori e un castello”. Il suggestivo pretesto è la love story (una delle più celebrate del Rinascimento padano) che unì il fondatore della rocca, Pier Maria Rossi (1413-1482) e la sua amante Bianca Pellegrini, damigella della duchessa di Milano. Alessandra Mordacci, «anima» dell'associazione “Melusine”, ricercatrice e divulgatrice storica da anni impegnata nel volontariato sociale e culturale (Italia Nostra, Fai, Zonta) ha ideato l'iniziativa “Due cuori e un castello” per far vivere a tutti i parmigiani (e non solo) un incontro che coniuga il piacere dell'arte e della bellezza con la riflessione sui tragici femminicidi che hanno colpito la nostra città: all'iniziativa infatti parteciperanno anche esponenti del gruppo “Maschi che si immischiano”, uomini che si battono contro la violenza alle donne. La storia d'amore di Bianca Pellegrini e Pier Maria Rossi è narrata nelle lunette e nelle vele della quattrocentesca “Camera d’Oro”, così chiamata per le formelle di terracotta, un tempo rivestite d’oro zecchino, raffiguranti gli stemmi dei protagonisti e i loro due cuori racchiusi entro corone nobiliari con il motto “Digne et in eternum”. Nelle pareti sono affrescate le scene dell’innamoramento dei due, dell’investitura a cavaliere e dell’incoronazione di Pier Maria per mano di Bianca e del trionfo degli amanti. Nella volta a crociera Bianca scivola leggera tra i borghi e castelli posseduti dal Rossi, a celebrazione del potere, della ricchezza, della cultura e del buongoverno del feudatario. La Camera d’Oro è sì raffinatissima alcova tardogotica, ma è anche manifesto politico del Rossi, attraverso la raffigurazione di tutti i suoi domini. Si parlerà d’amore dunque, ma senza cadere nelle leziosità di un san Valentino zuccheroso, da cassetta. Anzi, proprio perché Parma si è guadagnata il triste primato del primo femminicidio dell'anno in regione, l’Associazione guide ha appunto coinvolto, con il patrocinio del Comune di Langhirano, i «Maschi che s'immischiano». Per proporre uno sguardo diverso, una lettura non banale del ragionare d’amore. Donne e uomini insieme per una riflessione, a partire dal linguaggio e dagli stereotipi (quanti, sul medioevo!), sulla gestione delle relazioni tra i sessi.
Questo il programma: domenica 12 febbraio, alle 11 al Castello di Torrechiara, “Dell’amore: due cuori e un castello”: introducono Alvaro Gafaro e Gabriele Balestrazzi di “Maschi che si immischiano”, Fabrizia Dalcò storica ed esperta di temi di genere, Federica Di Martino assessore alla cultura di Langhirano. A seguire visita guidata aperta a tutti. La visita è gratuita, ai partecipanti solo l’onere del biglietto d’ingresso al castello (intero 4 euro; dai 18 ai 24 anni 2 euro; gratuito fino a 18 anni e inoltre per docenti e studenti delle facoltà di Architettura e conservazione beni culturali; studenti dell'Accademia di belle arti; giornalisti con tessera stampa). La visita sarà replicata alle 15. L’evento si ripeterà anche la domenica successiva, 19 febbraio, negli stessi orari. Per informazioni: Iat Torrechiara tel. 0521 355009 oppure Torrechiara Guide Turistiche 338 6310900 - 338 4336671.