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Venerdì 30 Gennaio 2026


Sotto il rumore delle bombe, il romanzo della Cingi

Sotto il rumore delle bombe,  il romanzo    della Cingi

Inconsueto leggere un romanzo che non contenga i soliti banali giudizi contro una sola parte dei soggetti della seconda guerra mondiale o che coraggiosamente non racconti i vincitori come «i migliori», ma si limiti con equilibrio a leggere la quotidianità degli anni di guerra con gli occhi di chi non conosceva ancora tutti gli orrori o ne avesse vissuti altri abbandonati poi all’oblio; gli occhi di persone normali che non fecero distinguo se non dopo avere conosciuto «gli uomini», semplicemente.

Marina Cingi in «Sindrome dei Sopravvissuti», edito da Diabasis, con prefazione di Arrigo Petacco (presentazione oggi al Circolo di lettura, con l'autrice, Isa Guastalla, Giulio di Giulio e Mauro Massa), delinea con prosa limpida la storia di una famiglia medio-borghese che neanche per un attimo aveva temuto che il sipario della guerra potesse alzarsi sulle proprie vite; qui la storia politica dei grandi eventi è solo pretesto e sostegno delle vicende narrate, quelle reali delle famiglie e delle persone. Cingi tratta queste storie, queste vite, questo periodo, in un narrare apolitico e autentico. I quattro fratelli Ottavio, Licia, Alfonso e Mirna vivono a Trieste con i genitori, ma dal giugno ‘40 lo scudo protettivo della quotidianità inizia a sgretolarsi e attraverso le crepe penetra la percezione di un’altra realtà difficile da affrontare. Sotto il rumore delle bombe ognuno di loro fa scelte molto diverse pur rimanendo ostaggio degli avvenimenti. La scrittrice con levità percorre le vite dei ragazzi lontani da casa, obbligati a crescere e a mettere alla prova le proprie convinzioni sull’amore, sul futuro, su quanto vogliono dalla propria vita. Se tutto si sfalda rimane inalterata la sensazione che tornare riporterà tutto alla normalità, ma durante il viaggio verso casa i quattro fratelli comprendono definitivamente che l’ingenua ricerca della serenità, che avevano inconsapevolmente coltivata, non può più essere vera; la giovinezza non è incenerita dalla guerra, ma cambiata sia nei progetti e scopi che nel sentire la realtà intorno.

Sindrome dei sopravvissuti
di Marina Cingi
Diabasis, pag. 140, 15,00

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