LA GAZZA LADRA
Gina Lollobrigida, circo mediatico insensibile e cinico
La scomparsa della diva
Non ricordo, in tempi recenti, un accanimento così becero e aggressivo come quello che si è manifestato e utilizzato sulla morte di Gina Lollobrigida. Se è vero che «il pesce puzza dalla testa», i famigliari, per primi, come avvoltoi, hanno dato il pessimo esempio di come «pietà l’è morta», svolazzando intorno a Gina, pronti a contendersi il ruolo di chi le ha tenuto la mano mentre se ne andava, pronti con l’altra (di mano) a razzolare il più possibile nei beni terreni, legittimamente guadagnati da un talento a molte facce come il suo. Al contrario, la comunicazione dei «media» ha fatto la sua parte, oltremodo orrenda, di chi talento non ne ha manco mezzo mentre ben svolazza da corvi speculatore, mentre la salma è ancora tiepida: tutto fuorché amore, stima, rispetto per chi, come Gina, ha solo fatto e molto bene e per una lunga vita intera, il suo lavoro, coltivato i suoi interessi e la sua indipendenza. Un conto è informare, un altro è mangiarci sopra, un conto è il tributo di chi l’ha conosciuta e qualcosa può aggiungere, un altro è sguazzare ai confini della decenza, tra chili di pettegolezzi su chi frequentava e perché, come se, ad una certa età, non si fosse più in grado comunque di decidere con chi trascorrere il tempo che ti resta e poterlo fare senza che nessuno richieda l’accertamento delle capacità cognitive, perché la «circonvenzione d’incapace» avrebbe una ragione d’essere se i veri incapaci non fossero quelli di una truppa, sfaccendati millantatori che le sono stati addosso e che lei, sveglia , lucida e senza tentennamenti, ha tenuto il più possibile alla larga. La tv le dedica minuti e minuti, con truppe cammellate di opinionisti a dire la loro (inutile e incauta) sulla Diva, quelli che si fanno pagare (poco) per sparare un paio di frasi retoriche e comunque inopportune, i canali di Stato che, presi da un rimasuglio di coscienza, mandano un «Pane Amore e fantasia» alle 15 del pomeriggio su Raitre, (una Prima serata era troppo?) tutto il resto possibile va in Rete, terra d’accoglienza per chi propone contenuti e ha spazi dove pubblica il possibile e l’impossibile, che generalmente serve a chi smanetta abitualmente on line e lava un po’ la coscienza o a chi è preposto ad attrarre navigatori, nella speranza che la sosta sia tale e non passeggera... Non sono né un Santo né un Puro, semmai l’esatto contrario, mai nascosto nulla sulla mia condotta di vita per niente esemplare, ma ho l’orgoglio e quel minimo di reputazione che mi è rimasta, mi hanno imposto di dire NO, grazie dell’invito ma non ci vengo in uno studio o in quell’altro a sparare due colpi solo perché l’ho conosciuta, perché le ho parlato un paio di volte (l’ultima l’anno scorso, lucidissima, di una simpatia senza pari) o perché l’ho difesa in più occasioni quando è stato necessario farlo, sia sulla carta stampata sia in uno studio televisivo, NO a ballare sulla salma come se fosse “normale” farlo (in fondo, il retro pensiero dominante di questi accattoni dell’apparire era “Beh, in fondo, aveva 95 anni, la sua vita l’ha fatta”), mentre i mentecatti della parola, come le prefiche dell’antichità che venivano pagate per piangere ai funerali, hanno fatto la loro squallida parte.
Gina avrebbe meritato più stima in vita e più silenzio e rispetto, ora che non c’è più...
Buona Domenica