«Calinverno» di Monti Zovo, opulenta vendemmia tardiva
ANDREA GRIGNAFFINI
Calinverno il cui termine deriva da «Calinverna» (brina ghiacciata) è un nome in vernacolo veronese che richiama il gelido inverno quando il paesaggio nebbioso è ricoperto di brina ghiacciata. Un’idea di fresco che in questi giorni ristora ma che se declinata al maschile rappresenta l’etichetta di una bottiglia borgognotta con in evidenza il vigneto ritratto appunto nella stagione autunnale. Ecco quindi dopo vari rimandi il vino Calinverno (35 euro) dell’azienda agricola Monti Zovo di Diego Cottini (terza generazione di vignaioli).
La Cantina ristrutturata nel 1995 segue la filosofia del risparmio energetico e il rispetto dell’ambiente diventando fra le cantine più sostenibili. I dodici ettari vitati della tenuta fanno da sfondo alle colline dell’anfiteatro morenico di Rivoli a 300 metri sul livello del mare; all’incrocio tra il bacino del Garda e la Valle dell’Adige, un’area baciata dai venti che beneficiano di un clima ideale alla viticoltura e un suolo piuttosto povero a base di ciottoli e calcare. In una collocazione così vocata la conduzione dei vigneti è biologica.