A. Vallone Negramaro Salento Graticciaia '15
Molte sono le disquisizioni sull’origine del nome Negro Amaro, il famoso vitigno pugliese e fra le tante abbiamo deciso di collocarlo nella lingua greca che vede il termine mavro (nero) unito al termine latino nigro (nero) ad indicare il rafforzativo del colore nero nero. Ma si può supporre che il nome possa anche derivare dal termine dialettale «niuru maru» come il colore nero dell’uva e l’amaro del sapore del vino.
Ora facciamo un salto al 1934 anno della nascita dell’azienda Vallone che si mette in gioco per il miglioramento del vino Negro Amaro, ma occorrerà aspettare il 1987 per la presentazione del Gratticaia. Da quel momento il Negroamaro diventa protagonista presentandosi affascinante e seducente, iniziando con la sovramaturazione delle uve cresciute su alberelli di vecchia data provenienti da terreni argillosi e calcarei della Tenuta di Castel Serranova.
Il naso apre su un frutto croccante, turgido di ribes, una nota floreale di geranio e richiami mentolati-balsamici. Le spezie fanno da corredo a note umide di humus e liquirizia. Non ci pensa due volte a far esplodere una acidità fruttata fresca e a mettere i paletti con un tannino serrato, centrale ma mai spigoloso. Questo è lo specchio delle note di testa in ingresso del vino in bocca. Il cuore è tutta polposità fruttata, lunga e con un tannino giustamente astringente.
Sentori
Fruttati, balsamici, speziati
Abbinamenti
I grandi piatti della cucina italiana
Voto : 88/100
Prezzo : 22