Riconoscimento
La Pera Nobile presidio Slow Food del territorio parmense: cotta o in mostarda è una squisitezza
La Pera Nobile, frutto antico tipico del nostro territorio è stato riconosciuto come presidio Slow Food: il primo riconoscimento in ambito vegetale del territorio parmense. Un'antica eccellenza del nostro territorio entra dunque a far parte di questo gruppo ristretto di produzioni da preservare e diffondere.
Per capire meglio l'importanza di questo ingresso basta capire meglio che cos'è un presidio Slow Food, secondo la definizione che si può trovare sul sito ufficiale: «Sono comunità di Slow Food che lavorano ogni giorno per salvare dall’estinzione razze autoctone, varietà di ortaggi e di frutta, pani, formaggi, salumi, dolci tradizionali… Si impegnano per tramandare tecniche di produzione e mestieri. Si prendono cura dell’ambiente. Valorizzano paesaggi, territori, culture. Circa 600 Presìdi coinvolgono contadini, artigiani, pastori, pescatori e viticoltori di 70 Paesi». In Italia invece i Presidi Slow Food sono oltre duecento e coinvolgonooltre 1.600 produttori. Insomma un movimento trasversale e mondiale, che si occupa di biodiversità, di razze da preservare e sostenibilità, temi cari ormai a tutti i produttori più attenti.
Così, l'associazione Nobile del Ducato sostenuta dalla Camera di Commercio di Parma ha dato il via al percorso di ricerca e certificazione di questa cultivar che viene prodotta nelle province di Parma e Piacenza. Slow Food ha valutato positivamente il lavoro svolto riconoscendo tutti gli elementi necessari al presidio
Una nuova eccellenza per Parma che da oggi trova anche nella frutta un suo piccolo personalissimo orgoglio. Infatti nei Presidi Slow Food sino ad ora, nella nostra provincia, c'erano la Pecora cornigliese, il Culatello di Zibello, la Spalla Cruda e, a margine della nostra provincia (nella Bassa) e Piacenza la Mariola. C'è anche il Presidio delle Vacche Bianche e il conseguente Parmigiano Reggiano prodotto ma riguarda soprattutto la provincia di Modena.
Ecco perché questo è un momento importante per l'agricoltura di casa nostra. Un momento che troverà il suo primo appuntamento celebrativo domenica prossima 25 settembre quando al Salone Terra Madre Di Torino presso lo stand della regione Emilia Romagna (alle 13) l’associazione Nobile del Ducato presenterà il nuovo Presidio (unico nuovo Presidio in regione). L'associazione, dopo mesi e anni di lavoro, può così entrare di diritto in questo gruppo di lavoro praticamente unico. Per una Parma sempre più «tipica».
«Preparazione magistrale» di pera antica
Come si consuma la pera Nobile di Parma? Innanzitutto semplicemente cotta, mantiene tutti i suoi sapori e i suoi gusti. Poi c'è «Nobile di Parma» in versione mostarda prodotta con Pere Nobili dell'azienda agricola Salti del diavolo. Proprio durante la presentazione del Nuovo presidio Slow Food, al salone Terra di Torino (sabato prossimo alle 13) questa mostarda sarà presentata in una degustazione abbinata ai formaggi. «Nobile di Parma» è il giovane progetto legato alla pera Nobile nato un paio di anni fa, che vuole rappresentare la storia del nostro territorio nel settore delle preparazioni dolci e agrodolci, in chiave contemporanea.
Nobile di Parma ingentilisce il concetto della mostarda tradizionale : è una preparazione a metà fra la composta e la mostarda a pezzi, bilancia i sapori piccanti e dolci accostandosi a diverse preparazioni. Nella verisione mostarda tradizionale Il bouquet di spezie utilizzato la rende ideale non solo con i formaggi ma anche con i bolliti ed è strepitosa abbinata al cotechino. Anche nelle varianti «aceto balsamico e peperoncino» e «senape e zafferrano».
Un lavoro di squadra per ridare nobiltà a questa pera
Da una parte la Camera di Commercio di Parma e dall'altra l'Associazione di promozione sociale «Nobile del Ducato», un lavoro di sqyadra che ha portato la Pera Nobile ad essere ammessa tra i Presidi Slow Food. E i commenti della squadra sono di grande soddisfazione. Andrea Zanlari (commissario straordinario della camera di Commercio di Parma) sottolinea come «da quasi trent’anni collaboriamo al rilancio delle emergenze di alta qualità legate al territorio, alimentari e non solo. Durante la mia presidenza la Camera di Commercio ha svolto un ruolo importante nel sostegno alle eccellenze alimentari più blasonate e riconosciute, ed è stata protagonista nel riscoprire tipicità uniche come il maiale nero o la pecora cornigliese. In quest’ottica continuiamo a difendere e promuovere le autenticità: oggi con la Pera Nobile aggiungiamo un tassello all’unicità del nostro territorio, unicità riconosciuta in tutto il mondo». E l'agronomo Mauro Carboni, coordinatore scientifico del progetto, spiega che la «la pera nobile è una varietà dalle origini antichissime: le prime testimonianze storiche si ritrovano negli affreschi dei castelli di Pier Maria Rossi, databili intorno alla meta’ del 1400. E’’ da sempre legata alla nostra provincia come una delle migliori varietà da cuocere che ci siano in Italia. Matura alla fine di ottobre e dura anche fuori dal frigo quasi fino alla Primavera».
Simona Abelli (produttrice): «L'associazione Nobile del Ducato è nata e ha sede a Casaselvatica, frazione di Berceto, una scelta che va nella direzione del recupero non solo di antiche cultivar, ma anche dei territori del nostro Appennino».