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Parma -

Lunedì 02 Febbraio 2026


IL RISTORANTE

Osteria delle vigne: non solo tortelli, cucina attenta e coinvolgente

A Viazzano di Varano Melegari

Osteria delle vigne

Osteria delle vigne

Hanno costruito e consolidato la loro fama con i tortelli dai vari ripieni. E tuttavia sono anche altre le ragioni per cui si viene volentieri in questa osteria. A cominciare dagli ambienti che rispecchiano e rivelano i caratteri della coppia di gestori già negli arredi che sono oggetti raccolti con passione nei mercatini e messi assieme con buon gusto a dare tono e piacevolezza alle due sale, più qualche tavolo all’ingresso, che compongono il locale. Pareti dipinte, solidi tavoli in legno, sedie impagliate, lampade e lampadari, credenza, fiori secchi, vecchie zuppiere, tovagliette in carta paglia. Lei in cucina e poi, silenziosa e discreta, a mettere ordine in sala; lui altrettanto misurato, ma poi coinvolto nello spiegare gli oggetti trovati, i piatti della cucina e i vini messi insieme in una cantina ricca delle bottiglie di piccoli e grandi vignaioli, non però elencati in una carta per comporre la quale non si trova mai il tempo. Il patron preferisce raccontare, consigliare, indicare i prezzi: il voto alla cantina sarà allora sulla fiducia e valga come stimolo a stenderla questa lista necessaria.

La cucina, i piatti

Tutto fatto in casa, secondo usi tradizionali e strumenti antichi e infatti un forno nuovo, di cui ancora non si conosce a fondo il funzionamento, non cuoce bene come quello vecchio (lo stanno aggiustando) e la focaccia non ha la fragranza leggera di un tempo. Leggerezza che hanno invece i pezzi di torta fritta, gonfia e dorata, perfetta per la spalla cotta (Branchi), il salame (Croce e delizia), la coppa (Bocchi). E buon lardo, buon prosciutto. I tortelli sono il «piatto firmato» del locale: fatti al momento, con sfoglia chiara e sottile per mettere in risalto le varie farciture, conditi con burro e Parmigiano, hanno in comune equilibrio e misura negli ingredienti che consente di farne emergere le specificità: sono i classici di erbetta, di patate, di zucca e poi quelli estemporanei di barbabietola, di porro, di finocchietto selvatico fresco e raccolto in loco - e questi ultimi due mi sembrano particolarmente felici e forse per loro si potrebbe pensare anche a un condimento specifico. Molto buone le lasagne: di pasta verde, soffici, dolci di ragù e morbide di besciamella appena abbrustolita con l’angolo di pasta croccante. Fuori menu la bomba di riso: qui si è ceduto all’avversione di molti per il sapore del piccione e allora la carne è quella dolce del vitello, ma la cuoca si fa perdonare tirando il risotto al momento e così la bomba resta morbida, soffice, poi il tempo che si formi la crosticina, ma il piatto vale l’attesa. Straccetti di cavallo in padella al rosmarino, guanciali in umido con polenta, tagliata di manzo con verdure fresche, punta di vitello ripiena al forno.

Per finire

Gelato di crema mantecato al momento (anche con lamponi caldi), la morbida e leggerissima torta al cioccolato fondente senza farina, il più impegnativo semifreddo di zabaione e amaretto, la torta di mandorle. I prezzi: coperto 2,50 euro; antipasti 15; primi 14-18; secondi 18, dolci 6. Menu non esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.

Non mancate

Lasagne, tortelli.

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