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Passava di qui il tram che, in anni eroici, portava da Parma a Marzolara e qui era la Stazione di Felino. Così è anche ora, ma ci si ferma per entrare in una moderna osteria che ha le attenzioni e la cura di un ristorante. Si pranza nel giardino, raccolto e silenzioso coi tavoli ben distanziati, le tovaglie di cotone, servizio al femminile, camicia bianca e grembiule nero, sollecito e gentile: subito menu e carta dei vini che propone una ricca scelta di etichette emiliane e delle regioni italiane, una bella selezione dalla Francia, champagne e spumanti, grandi formati. In appendice ampio elenco di tè, infusi, amari, grappe, whisky, gin, rhum, cocktail.
La cucina, i piatti
Alcuni piatti del repertorio parmigiano che non possono mancare, specie per ospiti di altre città: e allora ecco, in apertura di lista, i salumi nostrani, gli anolini, i tortelli di erbetta, la punta di vitello ripiena e arrosto. Siamo nella capitale del salame e allora eccolo fritto al lambrusco, alla piastra nell’hamburger. Poi il cuoco propone piatti di concezione moderna, stagionali, misurati nei condimenti, equilibrati e leggeri con materie prime di qualità, cotture attente.
All’antipasto il gaspacho di pomodoro e peperone accompagna delle quenelle di baccalà mantecato all’olio d’oliva: è fresco, piacevole, leggermente pungente per la nota acetica; note dolci e salate, consistenze morbide e croccanti nella ricotta al forno con miele di castagno, sale nero di Cipro e semi di girasole il tutto completato da fresca valeriana e concassé di pomodoro. Insalata di anguria, rucola, ricotta affumicata, nocciole e acciughe del Cantabrico con crostini caldi e burro di malga completano la sezione antipasti.
Ai primi, una versione rustica della bomba di riso in monoporzione con pasta di salame e porcini secchi; ancora riso Carnaroli tirato a risotto con grappa, pere e speck; riso nero invece con mirepoix (dadolata) di verdure e polpo cotto a bassa temperatura. Si passa alla pasta con paccheri e intensa, come deve essere, salsa di pomodoro addolcita dalla burrata che quasi vi si scioglie dentro, innervata dalla dolcezza salina delle acciughe; sono dolci i tagliolini di pasta fresca all’uovo, conditi con burro, un goccio di panna e tartufo nero estivo in generose lamelle e solito, debole sapore.
Ai secondi, ci si può tuffare in un piacevole hamburger autoctono: pasta di salame, tosone di Parmigiano, cipolla, pomodoro, senape, maionese, ketchup per sporcarsi mani e labbra, patate fritte di contorno. Altrimenti un più cortese salmone affumicato Upstream delle isole Faroe con guacamole (a base di avocado); morbide seppie su salsa di fagioli cannellini al limone; costine iberiche alla saba; tagliata di Black Angus; una ricca selezione Guffanti di formaggi.
Per finire
Ci si rinfresca con un buon sorbetto al bergamotto o con il gelato di crema mantecato all’olio e amarene o, meglio, con Chartreuse. Il salame, ma questa volta al cioccolato, con zabaione; la sbriolona, la mousse di zabaione con fragole; il semifreddo all’amaretto. I prezzi: coperto 3,50 euro; antipasti 10-16; primi 11-14; secondi 12-20, contorni 6; dolci 6-10. Menu esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.
Non mancate
Gazpacho, paccheri
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