VINO
Cascina Val Liberata Cenerina 2021: un rosso naturale, al naso bosco e fiori austero al sorso
È un’antica varietà autoctona, la Slarina, vitigno a bacca nera tradizionalmente coltivato nell’area del Monferrato alessandrino. In ragione della sua resa, particolarmente bassa, a inizio del ‘900 rischiò di estinguersi, soppiantato da uve ben più produttive. A partire dai primi anni del nuovo millennio, grazie a importanti progetti di tutela della biodiversità patrocinati dalla Regione Piemonte e all’impegno di alcuni validi produttori del territorio, con il salvataggio di alcune piante di questa varietà, i complessi e corposi vini prodotti da Slarina, stanno progressivamente riapparendo sul panorama vitivinicolo nazionale.
E proprio scommettendo sulle potenzialità di questo raro vitigno che nel 2014, i fondatori dell’azienda vitivinicola Cascina Val Liberata, Deirdre O’Brien e Maurizio Caffer, decidono di arricchire i 10 ettari di proprietà con la loro prima vigna di Slarina. Una scelta che riverbera la visione della coppia, determinata a recuperare varietà dimenticate e produrre vini profondamente territoriali secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica. Al mini-interventismo in vigna corrisponde un medesimo approccio in cantina dove le fermentazioni delle uve sono spontanee e non è previsto alcun intervento di sintesi. Virtuosa interpretazione di Slarina, il «Cenerina» imbottigliato da Cascina Val Liberata, è un vino rosso naturale che mutua il nome dall’appellativo localmente dato a questa varietà in ragione della copiosa pruina presente sugli acini che li fa sembrare coperti da un velo di cenere.
Sentori
Fruttato, speziato
Abbinamenti
Carni e primi piatti tradizionali
Voto 87/100
Prezzo in enoteca 15€
Qualità/prezzo 3/5