Cucina
Cantina
Qualità / Prezzo
Trattoria
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Bar, trattoria e punto di ritrovo per gli abitanti di Costamezzana sulle colline di Noceto. Il simbolo del pellegrino murato vicino alla porta d’ingresso ci dice che siamo sulla Via Francigena e il locale si presta come ideale punto di ristoro. Arredi semplici, la credenza, la pendola, le nicchie sul muro esterno che ricordano le biglietterie della balera che fu, oggetti di civiltà contadina, muri dai mattoni stuccati, il camino per l’inverno. I tavoli hanno copri macchia candidi e bianche stoviglie, sedie impagliate, le cortesi attenzioni dell’oste. Subito il menu e la descrizione a voce delle poche bottiglie di una cantina che ha però il merito di privilegiare i vini di produttori del circondario: «Antighe» di Angiolino Gallicani, «Ca’ nova» di Iole Quarantelli e il buon, brioso e spumeggiante lambrusco «Galletto rosso» selezionato da Beppe Siliprandi. Poi, durante il pranzo, l’oste ci sorprenderà col «Vinum Templarium», Albana di Romagna dall’antica ricetta dell’Ordine equestre dei Cavalieri templari, vellutato e potente, robusto, intenso e lungo al palato, perfetto per accompagnare la bomba di riso.
La cucina, i piatti
Cucina casalinga e di territorio, tutto fatto in casa e fornitori il più possibile locali e di fiducia, come il bravo norcino che prepara una cicciolata morbida e dai sapori tendenti al dolce e una buona coppa. Il salame è discreto, il prosciutto appena salato, dolce la pancetta stesa, la culatta di poca personalità. Accompagnati da riccioli di burro, dalla buona micca di pasta dura, ideale per dare rialto ai sapori dei nostri salumi, e dalla giardiniera sott’olio che non tradisce, croccante e con la sgrassante nota acetica ben equilibrata. Ai primi, gli gnocchi alla costamezzanese sono in realtà simili a quelli romani e qui con spinaci, semola e prosciutto; i pisarei e fasò alla piacentina; i nostri tortelli di erbetta dalla pasta sostanziosa e il ripieno dolce di ricotta; le chicche all’ortica; le trofie al pesto e la bomba di riso. In monoporzione o più grande per tre/quattro o più persone, come è sempre meglio per evitare sia troppo asciutta: ripieno di fagiano, che ha il pregio di accontentare tutti i gusti, e cottura precisa con crosta ben croccante, dorata e asciutta. Un piatto felice, dal bell’impatto visivo, si comincia a mangiare con gli occhi, e dal ricco sapore. Prenotando la si potrà avere col piccione, ingrediente d’elezione per la bomba. Ai secondi, ma la bomba di certo può essere considerata un piatto unico, costata o roast-beef di Angus; spalla cotta di San Secondo tiepida; vitello tonnato dalla buona carne e dalla salsa con poca personalità a base di maionese molto dolce, capperi e fette d’arancia e limone; bresaola e scaglie di Parmigiano.
Per finire
Si chiude il pranzo con la crostata di amaretti e marmellata, col salame di cioccolato e granella di nocciola e pinoli, con la ciambella emiliana, con la panna cotta arricchita dai frutti di bosco, con un buon crème caramel non troppo dolce, saldo, morbido, con il leggero amarognolo del caramello. I prezzi: coperto 2 euro; antipasti 13-16; primi 12-14; secondi 12-18; giardiniera 5; dolci 4-5. Menu non esposto, ingresso, bagni comodi, parcheggio nei dintorni.
Non mancate
Bomba di riso
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