Il portafogli smarrito riconsegnato dal fattorino della Gazzetta
Roberto Longoni
Che ci sia pioggia, vento, sole (poco: di solito i suoi risvegli battono di gran lunga sul tempo quelli dell'astro del giorno), Marcel è l'uomo delle notizie. Le porta alla gente, consegnando la Gazzetta a domicilio. Stavolta è stato lui stesso a fare notizia, una buona notizia. Trovato un portafogli per strada, ha suonato ai proprietari ancora ignari di averlo smarrito. Una doppia fortuna: la gioia del ritrovamento senza l'amarezza della perdita.
Eppure, il più sorpreso è proprio Marcel Nety, 40 anni, dei quali gli ultimi dieci trascorsi in Italia (è immigrato dalla Costa d'Avorio nel settembre del 2010). Sorpreso dello stupore generato dal suo gesto. «Ho fatto solo quanto dovevo - allarga le braccia -. Mio padre mi ha insegnato che quando si trova qualcosa per strada bisogna fare di tutto per restituirlo al proprietario». Nessuna esitazione, di fronte al borsellino da donna raccolto davanti al cancello di via Bodrio 40, a Porporano. Altri (la maggioranza, la minoranza? Ognuno risponda come crede) avrebbero puntato dritto alla pecunia, per poi lasciare lì il borsellino o magari restituirlo dicendo di averlo trovato così. Marcel ha puntato ai documenti: e ha scoperto che i soldi avevano un nome. Quello di Lara Rossi, 19 anni, una dei tre figli della coppia alla quale Marcel consegna il giornale.
«Erano le 7 meno un quarto, quando è suonato il campanello - ricorda Catia Valentini, mamma di Lara -. Abbiamo subito riconosciuto chi ci porta la Gazzetta, ma lì per lì non capivamo che cosa volesse. Ci siamo vestiti, siamo andati da lui, che con un grande sorriso ci ha mostrato il borsellino. Una persona gentilissima, oltre che di grande onestà. Mi ha fatto tenerezza per come si è comportato».
Il portafogli (al suo interno 135 euro, oltre alla tessera Postapay e a quella dell'abbonamento Tep e alla carta d'identità) deve essere caduto davanti a casa Rossi alle 23, quando la ragazza è rientrata da un giro a Bologna. «Il borsellino - conclude Catia Valentini - è stato riconsegnato con qualcosa in più, senza prezzo: una bell'iniezione di fiducia nel prossimo».
Prossimo quantomai vicino. Marcel, ex ufficiale dell'esercito ivoriano e laureato in Agraria nel proprio Paese consegna la Gazzetta dal 2012. Ama questo lavoro. «Perché non ho capi rompiscatole alle calcagna - ride -. E poi per il rapporto con la gente: molti abbonati mi salutano, mi offrono il caffè... Io ormai mi sento in famiglia con loro e con la Gazzetta: è grazie al giornale se ho un lavoro che mi piace e mi permette di mantenermi e di essere felice». Ma il portafogli - e ci possiamo scommettere - l'avrebbe restituito anche se fosse appartenuto a uno sconosciuto e non a un membro della sua «grande famiglia».