FESTIVAL DELLA PACE
La tecnologia che ci salverà
L’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale nelle guerre più recenti. Un esempio? Il Mossad (il più importante servizio segreto di Israele), attraverso la combinazione tra una rete di satelliti e l’intelligenza artificiale, riesce a riconoscere e colpire precisi obiettivi strategici.
Nell’incontro che si è tenuto al plesso di San Paolo, però, si è voluto ribaltare questo rapporto. Come? Parlando di come l’A.i. (Artificial intelligence) possa essere utilizzata per favorire la pace. L’appuntamento, intitolato «L’attualità dell’utopia della pace in tempo di intelligenza artificiale», è parte del programma «Festival della Pace», organizzato dall’associazione Sguardi di fraternità insieme a Casa della Pace e al Comune di Parma.
«Non ci rendiamo mai conto fino in fondo di quanto la comunicazione giochi un ruolo fondamentale nei conflitti - ha detto Jacopozzi - per cui un’alfabetizzazione su questi temi è fondamentale». Ha, quindi, preso parola Zanzucchi, che ha fatto riferimento, inizialmente, all’utilizzo bellico dell’A.i. «Uno degli strumenti che Israele usa a Gaza è il riconoscimento facciale - ha sottolineato -. Con il riconoscimento facciale possono letteralmente buttare una bomba sulla testa di persone precise, anche se spesso usano armi analogiche, causando le migliaia di morti che vediamo ogni giorno».
Zanzucchi ha, poi, parlato, delle potenzialità che l’A.i. ha nel favorire la pace. «Si tratta di una tecnologia con potenzialità straordinarie e può sostenere sforzi di pace sia in campo solidaristico, sia nel favorire incontri tra le popolazioni, favorendo le comunicazioni e aiutando le istituzioni pubbliche nell’avere un rapporto diretto coi cittadini».
Un esempio? Zanzucchi ha spiegato che la Germania utilizza già l’Ai.i nel gestire i flussi migratori. «Con l’A.i. è possibile riconoscere ogni persona che arriva, conoscere le sue competenze e indirizzarla nel mondo del lavoro».
Tuttavia, Zanzucchi ci avverte che, nonostante le grandi potenzialità dell’A.i., la pace è, prima di tutto, qualcosa che parte dalla coscienza umana. Riassumendo: se non c’è una volontà precisa e condivisa di evitare la guerra non c’è tecnologia che tenga.