HI-TECH
Esports. Milestone lancia il moto festival di Ride 6, in attesa del revival anni ‘90 di Screamer
Tornano a ruggire i motori e lo fanno ancora una volta nel segno del Made in Italy, un binomio sempre più protagonista nel digital entertainment. Anche se in questo caso si tratta di una affinità elettiva storica. Milestone è lo studio simbolo del nostro Paese per antonomasia, tra i primi a conquistare la scena internazionale, a partire dagli anni ‘90. Un’era videoludica che oggi appare lontanissima, ma il nome Graffiti prima, Milestone poi, allora faceva già furore grazie a successi quali il racing automobilistico Screamer e, da lì in avanti, il fortunato filone delle moto inaugurato con Superbike. Tra qualche settimana, in una sorta di ideale ponte del trentennale, si rivedrà proprio anche Screamer, attraverso uno spettacolare reboot che sembra pronto ad aprire la strada a un più ampio revival dello spirito arcade dell’epoca, quando ad andare per la maggiore erano appunto i coin-op. Titoli come Ridge Racer della nipponica Namco che hanno contraddistinto il decennio degli albori della grafica 3D che cominciava a farsi largo su computer e console. Ma l’effetto Screamer giunge a lambire quasi lo stesso Ride 6, il nuovo videogame che raccoglie, all’ennesima potenza, la passione di Milestone per le due ruote.
BENVENUTI AL RIDE FEST
Anche se il ritorno di Screamer si è fatto attendere a lungo, in questi anni Milestone non è rimasta con le mani in mano. Oltre a esplorare nuove vie con gli Hot Wheels Unleashed, dove si corre su piste assurde comandando tra salti e giri della morte le celebri macchinine, lo studio milanese ha concentrato i suoi sforzi sulle due ruote, diventando il punto di riferimento assoluto per il settore. L’eredità dei vecchi Superbike è stata raccolta dalle più recenti simulazioni ufficiali dedicate alla MotoGp, ma un posto in cima ai progetti, compresa una serie sul Supercross, se l’è ritagliato Ride, sorta di enciclopedia interattiva del motociclismo alla Gran Turismo che è riuscita a trasmettere un carico di emozioni ai centauri virtuali quando anche i big, come la stessa Polyphony Digital di Tourist Trophy, si sono trovati costretti vent’anni fa ad appendere il casco al chiodo. Dopo un’evoluzione costante durata l’arco di un decennio, in realtà Ride 6, il nuovo capitolo appena pubblicato per Pc, Ps5 e Xbox, sembra in parte prendere le distanze da quelle origini, guardandosi intorno per accarezzare il sogno di imbastire un giorno, chissà, un futuro open world alla Forza Horizon. Di sicuro, pur mantenendo ancora un’impostazione piuttosto classica, è l’atmosfera che si respira già in Ride 6 attraverso il Ride Fest, un concept che dalla revisione della modalità carriera interessa, con il suo spirito festaiolo, ogni aspetto del videogame. In pratica una ripartenza per la serie, caratterizzata anche dal passaggio all’Unreal Engine 5.6 che dà spettacolo per mezzo di una grafica next-gen dal look più vivace, dove non solo la ricercatezza nei dettagli delle moto, ma i giochi di luce e il ricco paesaggio a bordo pista elevano l’impatto visivo, tecnicamente solidissimo, in una chiave in grado di rievocare qua e là la fantasia dei classici arcade di una volta, confermando la qualità degli artisti di Milestone. Un completo redesign che comprende come ci si muove tra i menu e l’hub con le varie sezioni, all’insegna di tende e palchi che assomigliano quasi una dichiarazione d’intenti nell’ottica appunto della rivoluzione del linguaggio coloratissimo del festival spinta dai Forza Horizon. Se esteticamente Ride 6 si allontana dall’impianto serioso tipico delle simulazioni, la sostanza lo fa a metà. Nel racing di Milestone continuano a convivere entrambe le anime, con l’obiettivo di offrire ai puristi la sfida autentica di un modello fisico realistico, con tanto di scuola guida, anche se i maggiori sforzi a questo turno hanno riguardato proprio l’immediatezza e un migliore feeling di controllo. Ci si può approcciare per step, ma in generale l’accessibilità ha compiuto balzi enormi. Con tutti gli aiuti inseriti la moto va praticamente da sola, c’è il rewind per riavvolgere il tempo in caso di errore e, agendo su molteplici fattori, chiunque può cucirsi addosso l’esperienza che preferisce, su misura, anche perché Ride 6 è un inno al motociclismo davvero a 360 gradi. Un’enciclopedia magari meno elaborata o scritta rispetto al passato, ma forse più giocata. Resta l’idea di fissare un pantheon delle icone a due ruote da testare in prima persona (la visuale dal cupolino è un’altra delle eccellenze di Milestone) che spazia dagli esemplari storici degli anni ‘80 alle ultimissime novità, qualcosa come più di 340 modelli divisi in diverse categorie. Oltre alle sportive, debuttano le moto da turismo opportunamente preparate, ma ci sono anche scooter, naked, motard e, ulteriore aggiunta, le maxi enduro, con cui battagliare sui percorsi sterrati che affiancano l’asfalto di un buon numero di circuiti famosi (in totale 45). Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta, dato che la struttura stessa di Ride 6 è costruita per permettere di saltare in ogni momento da un tipo di esperienza all’altra, nonostante al centro del suo Ride Fest vi sia poi una progressione squisitamente giocosa, che tocca anche una serie di faccia a faccia tematici con i campioni di ieri e di oggi.
ASPETTANDO SCREAMER
Anche se ciascuno vanta inequivocabilmente la propria identità e la propria storia, che partono da lontano, l’idea che il grande revival arcade di Screamer abbia finito per influenzare un po’ anche l’aria che si respira al festival di Ride 6 non appare così campata per aria. Si tratta d’altronde di una svolta dopo tanti anni di onorata carriera che sembra intercettare e riflettere a modo suo i gusti della contemporaneità che hanno trovato un perno nel fenomeno Forza Horizon. Screamer, che uscirà su computer e console il 26 marzo 2026, ha però le carte in regola per rilanciare un intero genere, riportando sugli schermi lo spettacolo in purezza dei cari, vecchi coin-op in cui si pensava solo a correre e a derapare, mentre tutto intorno il mondo digitale lasciava a bocca aperta. In questo impressionante come back più bello che mai c’è tanto del dna di Milestone, che per l’occasione non manca comunque di omaggiare gli ispiratori giapponesi, riprendendo il discorso esattamente là dove si era interrotto negli anni ‘90, quando sulla prima Playstation l’inarrestabile ascesa dei Gran Turismo contribuì al progressivo tramonto dei Ridge Racer. Un’epoca mitica che adesso è pronto a risorgere tra gli effetti speciali di gare tra supercar dal look futuristico all’insegna della massima velocità che strizzano gli occhi agli anime, raccontate in Screamer con stile, come gli episodi di una serie, che vede contrapposti vari team dai fantasiosi design caratteristici.