Tizzano
«Troppi rumori da quel bar»: i volontari Cri vanno a casa
Urla, schiamazzi e musica fino a tarda notte: rumori così molesti – quelli che proverrebbero dal bar Paglia, che si trova nella struttura che ospita il Centro Paglia, proprio sopra la sede della Croce Rossa di Tizzano - da rendere impossibile il minimo riposo dei volontari in servizio per il turno di notte.
Tanto che gli stessi volontari si sono visti costretti, sabato notte, ad interrompere il servizio di emergenza urgenza chiudendo la sede un'ora dopo la mezzanotte, non prima di aver avvisato della incresciosa situazione che - a dir loro - si era venuta a creare.
«E siamo intenzionati a sospendere il servizio ogni qual volta il bar sarà aperto la notte – precisano i volontari, decisi a dare seguito alla loro singolare forma di protesta –: vale a dire ogni settimana, dal giovedì alla domenica».
Una chiusura, quella che promettono i volontari tizzanesi, che si ripercuoterebbe sul servizio di emergenza urgenza di tutta la montagna est. I volontari di Tizzano, infatti, sono pronti ad intervenire – oltre che in territorio tizzanese – anche a Palanzano, Scurano, Monchio e Corniglio, nel caso in cui i mezzi di soccorso delle locali associazioni siano impegnati in altre emergenze.
La difficile situazione, comunque, si trascina già da tempo. Se con la precedente gestione il bar (di proprietà del Comune, che esternalizza la gestione) rimaneva aperto solo d’estate, «ora rimane aperto tutto l’anno, nel fine settimana lungo, dalle 18,30 circa fino a tarda notte e sabato scorso - affermano i volontari - sono andati avanti fino all’alba».
«Abbiamo segnalato il problema più volte alle autorità competenti – raccontano – ma nulla è cambiato. Questo sabato, quindi, quando abbiamo visto che all’una di notte i rumori molesti andavano avanti, abbiamo preso una decisione drastica: chiudere la sede fino alle 7 del mattino successivo, e così faremo fino a che le cose non cambieranno».
Il bar si trova proprio sopra le stanze dove i militi riposano durante il turno di notte, riposo necessario per essere pronti in caso di emergenza. «Noi mettiamo in conto di non riposare molto durante la notte in caso di emergenza – spiegano i soccorritori dell'associazione -: qualche settimana fa, ad esempio, abbiamo avuto tre emergenze notturne di fila e non abbiamo chiuso occhio. Però non riuscire a riposare perché dei giovanotti sopra di noi non rispettano il nostro operato non lo accettiamo, anche perché molti dei volontari che di notte sono impegnati in Croce Rossa la mattina successiva devono anche andare a lavorare».
Alcuni volontari, a seguito di questo problema, hanno già rinunciato al turno di notte, con la conseguenza che qualcuno si trova a coprire anche 5 turni notturni a settimana. «Già siamo in pochi – sottolineano i militi – e garantire il servizio non è facile, così poi è impossibile».
«Siamo a conoscenza del problema e siamo consapevoli che la situazione, in questi termini, sia insostenibile – dice il sindaco Amilcare Bodria -. Per questo regolamenteremo il servizio in modo che il bar chiuda alle 23,30».
Beatrice Minozzi