Lutto
«La Mara non c'è più»: Sorbolo perde un pezzo della sua storia. Aveva 61 anni.
Sorbolo Mezzani - Una parola dolce e una battuta simpatica, un abbraccio affettuoso e uno sguardo d’intesa: tratti distintivi di quelle persone che ti parlano con gli occhi e con cui ci si capisce al volo. La comunità di Sorbolo ha perso troppo presto un pezzo della propria storia: a 61 anni se n’è andata, senza far rumore, Mara Chiari, dopo una malattia improvvisa che in soli venti giorni non le ha lasciato scampo.
Per la sua simpatia, allegria e affabilità, «La Mara» - come tutti la chiamavano - in paese era molto conosciuta: centinaia sono, infatti, i commenti che tanti amici e conoscenti hanno voluto lasciare in suo ricordo all’interno della sua pagina Facebook e altrettanti numerosi sono stati coloro che in questi giorni hanno gremito la chiesa di Sorbolo per pregare insieme la sua scomparsa, partecipando al rosario e al funerale. Nel 1983 Mara ha conosciuto il suo futuro marito, Filippo, con cui si è sposata nel giugno del 1987: scherzosamente, gli amici li hanno sempre chiamati i «Sandra e Raimondo della Bassa». Poi, il 13 settembre del 1990 è nato il loro amato figlio, Manuele. Per molti anni, insieme al marito – che nel frattempo per amore aveva lasciato l’arma dei Carabinieri – e allo zio Bruno «Brunén», fino al 31 dicembre del 2013 ha gestito una pompa di benzina in via Marconi. Amante dell’arte e della musica funky, «La Mara» è stata per molto tempo presenza fissa alla discoteca «Gua Ran» e «Space Gua Ran», negli anni in cui ne è stato dj anche Vasco Rossi, e il «Rocambole» di Poviglio. Non mancava mai alla Festa del grano di Olmo e alle feste di paese e della provincia: con lei quei momenti si riempivano di gioia, amicizia e serenità. Un’altra sua passione era il mare: ogni estate, insieme a Filippo e Manuel, trascorreva momenti spensierati all’hotel King di Rimini, da Mauro e Tina, con cui ha stretto un forte legame.
Il figlio Manuele: «Leggo con gioia nel cuore quello che scrivete: è bello vedere questo affetto nei suoi confronti. Ogni volta che tornavo a casa dal lavoro, lei era seduta sul divano ad aspettare me e papà, sempre col sorriso sulle labbra. Voglio pensare che ora sia insieme ai suoi vecchi amici e ai nonni, a ridere, scherzare, mangiare, bere e ballare».