Marionette

Di legno e di passione: la magia dei Colla

Claudia Olimpia Rossi

«C’era una volta un pezzo di legno…»: scolpisce un racconto incantevole, fiabesco, il dialogo con Franco Citterio, direttore artistico della Compagnia di marionette Carlo Colla & Figli, che porta a Teatro Due gli spettacoli «Il medico suo malgrado», da Molière, (mercoledì 27 alle 20.30) e «Pinocchio», da Carlo Collodi (venerdì 29 alle 20.30, sabato 30 alle 17) di Eugenio Monti Colla. La Compagnia continua a tenere i fili di una tradizione che risale al 1690, mossa ancora dalla passione del grande drammaturgo e marionettista Eugenio Monti Colla, che fu anche docente di scuola: forgiati dalla metafora filosofica del suo mondo in miniatura come emblema della vita, ora i suoi allievi ne intagliano il futuro.

Ai banchi della scuola media, in Brianza, dove l’ultimo discendente della famiglia Colla insegnava italiano, storia e geografia, era seduto anche Franco Citterio. «Come allievo - ricorda - mi ha molto tirato le orecchie. Però ero affascinato da questo strano professore che raccontava storie, spiegando le proprie materie attraverso i copioni marionettistici. Eugenio Monti Colla è stato per noi il maestro che ci ha fatto incontrare uno stupendo mondo, adoperandosi affinché venisse traghettato alle generazioni future. Gli anziani della compagnia, dal maggiore che ha 65 anni a me di 56, siamo tutti suoi allievi. Ci ha resi soggetti, principi, di questa passione. Con l’illuminazione, lui che non aveva figli, di passare i cromosomi artistici allargando la famiglia a un gruppo di persone unite da quell’entusiasmo. Dagli anni ‘80 abbiamo costituito l’associazione e il laboratorio interno alla Compagnia per garantirne continuità. Il nostro maestro, morto d’infarto mentre si recava a tenere una lezione in un liceo di Milano, è rimasto educatore fino all’ultimo».

Si scorge qualche tratto collodiano in questa vicenda da romanzo, esemplare per la valenza della trasmissione del sapere e del sentire, in cui emerge una genitorialità assoluta, come fu quella di Geppetto.

«Mastro Ciliegia con il pezzo di legno voleva fare la gamba di un tavolo, Geppetto un burattino con cui girare il mondo guadagnando un tozzo di pane. In lui non c’era senso del possesso ma passaggio di sogni. Dice: segui i fili del tuo destino».

A Parma vedremo «Pinocchio», con 150 personaggi (che furono anche protagonisti dello sceneggiato di Luigi Comencini) e «Il medico suo malgrado», da Molière, in cui spicca Gerolamo, maschera della Compagnia.

«Lo spettacolo valorizza l’astuzia anche della figura femminile. È a noi molto caro in quanto ultima regia curata personalmente dal nostro maestro Eugenio Monti Colla con la riedizione di un vecchio copione marionettistico».

La direzione artistica che lei cura unisce tanti fili. Qual è quello conduttore?

«Io ho iniziato scolpendo teste, poi dipingendo scene. Da quando è mancato il nostro maestro ho una funzione di coordinamento: la Compagnia ricopre l’intera filiera, dalla stesura della parola e della battuta all’alzata del sipario, passando per composizione musicale, lavoro di scultura, falegnameria, sartoria, pittura, lavorazione dei metalli, del cuoio, delle pelli. Il filo che guida tutto è la passione per l’unico mestiere che crea personaggi. Dai Colla, tra cui la mamma di Eugenio, abbiamo sentito storie di palcoscenico straordinarie: al Teatro Gerolamo di Milano furono Compagnia stabile dal 1911 al 1957. Le marionette continuano a girare il mondo. Anzi, siamo noi che le seguiamo. Il pezzo di legno sfugge dalle mani del costruttore per vivere di vita propria, con un ritmo filosofico come linguaggio espressivo, colorandosi dello sguardo di chi ama quest’arte».

Claudia Olimpia Rossi