LETTERA AL DIRETTORE
Non dimentichiamo i «Capannoni»
Gentile direttore,
desidero esprimere in modo forte e sentito un ringraziamento per l’incontro di venerdì in piazzale Picelli. I relatori erano Margherita Becchetti e Paolo Giandebiaggi (tra i curatori della mostra «I Capannoni a Parma») e il giornalista Cesare Pastarini.
Nel cuore dell’Oltretorrente, davanti a strade che oggi non esistono più o che hanno cambiato nome, ho assistito alla presentazione di un volume fotografico, storico, storiografico e di memoria sociale che racconta in modo impattante il divenire della nostra città e di quanto la storia debba essere riscritta dal punto di vista dei più poveri e di chi ha vissuto il sospetto, il sopruso e la ghettizzazione. Mi piacerebbe riportare le parole del moderatore Pastarini, che chiede a pieno diritto di trovare un luogo stabile dove mostrare e raccontare il nostro Novecento e la storia dei Capannoni affinché la rabbia e la vergogna di quelle epurazioni sociali rimangano visibili, con lo scopo di lasciare un senso di speranza e di cambiamento che solo il racconto alle future generazioni può fare.
Venerdì pomeriggio in una piazza Picelli gremita ho assistito a un cambiamento, incontrovertibile, grazie alle capacità di chi ci ricorda che non si devono dimenticare, mai, le nostre origini.