Il circolo

Il ciclone di Panocchia, l'aria buona di paese

Antonio Bertoncini

Tiene fede al suo nome: alle soglie dell’estate, lasciato alle spalle – almeno per il momento – l’incubo del black out da pandemia, il «Ciclone» di Panocchia si trasforma in un ciclone di iniziative.

La festa dedicata ai bambini in una calda domenica di fine maggio è il simbolo della rinascita del circolo, che si trova proprio di fronte a piazza Italia ‘61, appena rimessa a nuovo dall’amministrazione comunale.

I bambini con le loro famiglie hanno invaso piazza e sede per emozionarsi e applaudire Yuri il bollaio matto, Magico Luca, il prestigiatore e, in serata, per stupirsi con Sfera, ragazza mangiafuoco e giocoliere.

Fra l’uno e l’altro, tanta allegria e la soddisfazione di ritrovarsi finalmente insieme davanti ad una birra o a un caffè, per gustarsi torta fritta e salume, e fare due chiacchiere o sfidarsi in una partita a biliardo.

«E’ una festa che promuoviamo da qualche anno a questa parte fino a quando il Covid non ci ha bloccato – dice il giovane presidente Stefano Paglia, alle prese con una frenetica attività organizzativa – è un’occasione d’incontro per tutto il paese, ma vengono anche famiglie con bambini dalle frazioni vicine. Oggi per noi è un po’ un nuovo inizio».

Il Ciclone, fondato nel 1997, conta attualmente 130 soci, tanti per una frazione delle dimensioni di Panocchia, ma circa la metà degli iscritti prima della chiusura forzata.

Qui si respira aria di paese, anche la frazione più lontana del Comune di Parma ha cambiato pelle negli ultimi decenni, ha perso un po’ i tratti di un a comunità coesa per diventare il luogo dove si torna sempre più spesso per chiudersi in casa al ritorno da una giornata di lavoro.

Il grande merito del Ciclone è proprio quello di contrastare questa tendenza, di offrire opportunità di incontro e di convivenza fra vicini che si parlano e fanno qualcosa insieme: «E’ questo il modo migliore per affermare il senso di comunità», sottolinea Stefano Paglia.

Il locale è curato e ben organizzato, soprattutto grazie al contributo delle donne volontarie che lo tengono aperto: all’ingresso c’è l’immancabile sala bar, comunicante con la sala TV da un lato, la sala biliardo e la sala giochi dall’altro.

All’esterno c’è un ampio cortile con un altrettanto grande tendone coperto, prezioso per il periodo estivo: «Il circolo è autogestito – fa notare il presidente – qui si conta sul volontariato finora ci siamo riusciti. Non abbiamo attività sportive organizzate, ma c’è una squadra di biliardo che partecipa al campionato UISP, al pari della squadra di freccette, che si allena nella sala giochi. Facciamo tante attività, soprattutto nel periodo estivo, quando la gente esce di casa e possiamo sfruttare lo spazio esterno: ogni due domeniche abbiamo la torta fritta dello specialista Severino Monica, factotum e risorsa preziosa per mandare avanti il circolo; poi ci sono le iniziative ricorrenti, come la tortellata di San Giovanni, cene con orchestre all’aperto, serate a tema su fotografia, botanica, api, sport. Insomma, cerchiamo di dare un po’ di vita al paese perché siamo il più importante punto di riferimento per la socialità, per far sì che Panocchia non sia un sobborgo, ma un luogo con una sua identità e una sua anima».

Il circolo è aperto tutti i giorni dopo le 13,30: «Il Ciclone è un luogo di incontro fra generazioni – fa notare Ettore Guatelli, contabile, ma soprattutto trascinatore e memoria storica del circolo – come tutti abbiamo vissuto un periodo difficile, ma siamo riusciti anche in questi due anni ad avere il bilancio in positivo grazie ai contributi regionali di cinquemila euro, stanziati per salvare gli enti ricreativi senza scopo di lucro come il nostro».

«Ora, anche in collaborazione con gli “Amici di Panocchia” che sono sempre al nostro fianco, stiamo lavorando per riavvolgere il nastro e rimettere in piedi le numerose iniziative che organizzavamo fino al 2019, come la festa degli aquiloni, che era ormai diventata una tradizione consolidata, e anche la più recente e originale, “Montmarte a Panocchia”, organizzata per due edizioni nel mese di settembre e ovviamente sospesa per la pandemia: la nostra piazza diventa luogo di ospitalità per pittori e altri artisti che creano qui, in diretta, le loro opere, come succede a Parigi sulla collina dietro il Sacro Cuore. Insieme agli artisti più attempati disponibili a mettersi in gioco, ci sono anche diversi bambini, che usano le attrezzature acquistate dal circolo per dare libero sfogo alla loro fantasia creativa».