Colorno
L'incidente di San Polo, lo strazio degli amici: «Carissimo Giovanni, non potremo mai dimenticarti»
Colorno Martedì, a Colorno, è stato il giorno delle lacrime. La notizia della tragica morte di Giovanni Mandica, rimasto ucciso nello scontro tra la sua auto e un tir mentre viaggiava sulla variante Asolana, ha colpito al cuore la gente tra cui era nato e cresciuto, gli amici d’infanzia e quelli entrati nella sua vita più avanti, ma anche le tante persone che, nella Bassa e in provincia, conoscono e stimano il papà Bruno, la mamma Antonina e il fratello Vincenzo.
E già nel primo pomeriggio la casa di famiglia, dove probabilmente Giovanni stava tornando per il pranzo quando il viaggio si è fermato per sempre, è stata la meta degli amici più cari, ragazzi «di famiglia» che hanno voluto sostenere con il loro abbraccio le persone che Giovanni amava di più. E mentre continuano le verifiche tecniche per comprendere e definire dinamica dell’incidente e responsabilità, quello di ieri è stato il giorno del silenzio e del rispetto del dolore della famiglia, degli abbracci e dei ricordi, delle domande e dell’attesa di ritrovarsi insieme per l’ultimo saluto che più di un colornese, dalle pagine dei social network, ha chiesto possa coincidere con il lutto cittadino.
Un momento che comunque ora non è possibile nemmeno programmare, visto che sul corpo del 29enne potrebbe essere disposta l’autopsia, esame utile a capire se a causare uno schianto così violento possa essere stato un malore improvviso. Un’ipotesi che, se confermata, potrebbe essere una spiegazione anche per gli amici che, nell’interrogarsi sul perché di una tragedia simile, di Giovanni sottolineavano proprio la prudenza al volante («lo era fin troppo. Lo prendevamo in giro perché andava piano e non sorpassava quasi mai»). Ma al di là dei dolorosi interrogativi, sono i tanti ricordi belli che in queste ore si affollano nella mente di chi con lui ha percorso un cammino, lungo o breve, della vita.
«Ci siamo conosciuti alle scuole elementari e da allora siamo sempre stati amici. Giovanni aveva un carattere molto aperto e una facilità non comune di creare un ambiente gioioso e allegro in cui tutti si sentivano a proprio agio - dice Lorenzo -. Abbiamo fatto insieme tanto: le serate nei locali, le giornate al mare, le vacanze. La prima vacanza insieme è stata nel 2011 dopo la maturità: andammo in Portogallo a casa di un altro componente della compagnia. E’ un posto in cui siamo tornati altre volte ma la prima, per me, resterà indimenticabile».