Sanità «buona»

Il video di Fedez, una «cura» per il bimbo ricoverato a Parma

Ha solo 7 anni, è un bambino bellissimo, giocherellone, allegro, come tutti a quell’età, con un qualcosa in più, e non è un “amichetto” simpatico: è il cancro.

Diagnosticatogli all’inizio dell’anno, il tumore che lo ha colpito, aggressivo e debilitante, lo ha costretto, inevitabilmente, a cambiare la sua vita, ci sono le terapie da affrontare, ha già conosciuto la sala operatoria e mille altre difficoltà, ma non ha perso il buon umore e nemmeno la sua passione per la musica è venuta meno… Qualche mese fa conosco la prof. Nunziata D’Abbiero, ora alla Direzione sanitaria dell’Azienda Ospedaliero-universitaria di Parma, mantenendo nel contempo l’incarico che già aveva, a capo della struttura di Radioterapia e del dipartimento diagnostico del nostro Ospedale, una donna formidabile e capace, che mi conquista il cuore e la mente, con in dotazione la forza che hanno i coraggiosi, quelli che fanno un passo in più, che osano, laddove sia necessario per rendere migliori le terapie per l’Oncologia, una persona battagliera e con un talento prezioso per i pazienti vittime di patologie così gravi. Mi racconta di questo bimbetto - lo chiameremo S. - e mi fa una richiesta: essendo S. un grande fan di Fedez, pensa che sarebbe bello un incontro con lui, per regalare a S. una gioia grande. Con un po’ di difficoltà riusciamo a raggiungere Fedez, che dopo aver visto un clip dello stesso S. che gli chiede di conoscersi, risponde con filmino, con saluti, tanti auguri e la speranza che quanto prima, si possano incontrare, perché al momento è problematico programmare un incontro.

Il video arriva davanti agli occhi di S. che impazzisce di gioia e, ripreso dalla mamma col telefonino, intona e benissimo «La dolce vita», il successo estivo del suo idolo. La mamma, commossa, manda un messaggio a Nunziata di ringraziamento con una frase meravigliosa: descrivendo la gioia di S. e il suo entusiasmo dice: «…anche le emozioni aiutano a guarire…». Nei giorni precedenti il contatto con il suo idolo S. non era nemmeno più in grado di affrontare la chemioterapia, il che rende il malato ancora più a rischio di un aggravamento delle condizioni; pochi giorni dopo, sarà solo coincidenza o l’efficacia della terapia che ha dei tempi, credo, non sempre prevedibili, ora S. è in grado di sottoporsi nuovamente alla chemio e di affrontare con un sostegno in più il suo percorso non certo facile. Nunziata mi fa sentire il messaggio, e mi dice che in realtà tra il cancro e la “felicità”, la gioia anche di un momento, c’è comunque un legame e che emozioni così hanno una loro valenza sui mutamenti, in positivo, per le condizioni dell’ammalato. C'è una morale in questa storia: la Sanità, quando è gestita da angeli coraggiosi come la dott.ssa D’Abbiero, ha un potenziale ben più elevato di quello “ordinario”; le emozioni fanno bene e il commuoversi è terapeutico. Nunziata si è commossa, a me sono scese un paio di lacrime (e non mi accade tanto facilmente) e S. ha fatto un altro passo verso la guarigione, con la speranza che arrivi, e presto. Buona domenica.