TRIBUNALE
Maltratta madre e sorella, ma loro lo «scusano»
Sono state insultate e minacciate. La sorella, poi, era stata anche colpita con una testata. Eppure, ieri, durante il processo, piangevano e imploravano di avere comprensione per quel figlio e fratello. Capita più spesso di quanto si possa pensare, perché le dinamiche della violenza nelle vittime hanno percorsi complessi. I pianti, però, non hanno scongiurato la pena, seppure decisamente più mite rispetto a quella chiesta dal pm: il ragazzo - 20enne, origini egiziane - accusato di estorsione, tentata estorsione, maltrattamenti e lesioni, è stato condannato a 2 anni e 5 mesi. I giudici l'hanno assolto dal reato di estorsione, ritenendo sussistente solo la tentata estorsione.
Spesso con qualche bicchiere di troppo in corpo, diventava aggressivo nei confronti della madre chiedendo anche soldi: 5-10 euro, mai cifre elevate, ma un giorno in particolare era arrivato a lanciare le scarpe contro la donna per tentare di avere il denaro. Ma le minacce nei confronti della mamma e della sorella erano andate avanti per alcuni mesi. Violando più volte il divieto di avvicinamento, è poi finito in carcere. Anche se ora madre e sorella, come hanno fatto presente ieri ai giudici, vorrebbero tornasse a casa. Ai domiciliari.
G.Az.