IL CASO

Sottopasso del Ponte Romano, allarme calcinacci

Gian Luca Zurlini

Sono passati poco più di anni dal quel 7 ottobre del 2018 quando il sottopasso del Ponte Romano nella sua nuova e rinnovata veste arrivata dopo anni di polemiche e un lungo cantiere, venne inaugurato in pompa magna dal Comune alla presenza anche del presidente della Regione Stefano Bonaccini. E per questo sono balzate all'occhio di molti cittadini le transenne che sono spuntate più di un mese fa, a novembre, per interdire al passaggio una parte della struttura.

Pezzi di intonaco caduti

Il sottopasso, in realtà è sempre rimasto transitabile, ma negli ultimi giorni la vistosa caduta di alcuni pezzi di intonaco dalla volta sulla pavimentazione ha suscitato allarme e preoccupazione in molti cittadini che si sono rivolti alla «Gazzetta» per capire cosa stava accadendo. Il timore, in particolare, era che il sottopasso facesse di nuovo «acqua» nonostante i lunghi lavori di impermeabilizzazione della parte soprastante che erano stati svolti proprio per evitare i problemi che in passato avevano provocato un evidente degrado dell'opera. Eventualità che è stata esclusa dopo alcune ispezioni che sono state volte dai tecnici di Parma Infrastrutture.

L'assessore De Vanna

La competenza sugli interventi da effettuare all'interno del Ponte Romano, fatta eccezione per la parte in cui si trova lo sportello dell'Università, spetta infatti al Comune. E a spiegare cosa sta accadendo è l'assessore ai Lavori pubblici Francesco De Vanna che, come prima cosa, ci tiene a sottolineare che «il Comune non si è disinteressato del problema e le transenne sono lì da qualche tempo soltanto perché vogliamo capire esattamente quale sia la situazione prima di partire con un intervento di ripristino che consenta di togliere quelle transenne che ovviamente sono ben visibili». De Vanna spiega che «il primo timore è che ci fosse un problema strutturale della copertura, con infiltrazioni di acqua dalla parte superiore che avrebbero potuto portare alla caduta dell'intonaco. Per fortuna, questa ipotesi, che avrebbe comportato un cantiere non semplice da gestire, è stata esclusa».

L'intonaco che non «tiene»

«Il problema - prosegue De Vanna - sembra sia provocato da una non perfetta posa dell'intonaco sulla volta soprastante che nel tempo ne ha provocato un rigonfiamento e la successiva caduta di una parte. Ora però stiamo controllando se, oltre al punto in cui c'è stata la caduta, il problema interessi anche le altre parti del sottopasso, perché in quel caso servirebbe un intervento di rifacimento ben più esteso di quello di un semplice rappezzo». Il Comune ha comunque già deciso di contattare l'impresa che a suo tempo ha eseguito i lavori, visto che ancora non si è concluso il periodo di «garanzia» che è previsto dagli appalti pubblici, per richiedere che gli interventi di riparazione necessari, se verrà stabilito che si tratta di una non corretta esecuzione della posa in opera dell'intonaco, vengano eseguiti non a carico delle casse comunali, ma dell'impresa stessa.

«Il sottopasso - conclude De Vanna - rimane comunque percorribile senza rischi per le persone e verrà mantenuto aperto come è stato fino a questo momento». Resta comunque la vistosa «falla» aperta in una parte dell'intonaco che ricopre la volta che è «protetta» nel passaggio a terra da transenne. Che, a distanza di un tempo così breve rispetto alla riapertura, fa comunque discutere.

Gian Luca Zurlini