SCUOLA
Maturità, si torna all'antico. Gli studenti: «Luci e ombre». Soddisfatti i presidi
L'esame di Stato torna all'antico. Dopo tre anni scolastici in cui la maturità aveva fatto i conti con profonde modifiche legate all'emergenza Covid, ora si tornerà a una sorta di prova «ordinaria», coerente con la normativa in materia.
Questa scelta piace soltanto in parte agli studenti, che parlano di «luci e ombre» commentano le novità relativa alla maturità. Positive invece le reazioni dei presidi, che approvano questo ritorno alla normalità dopo gli anni di emergenza legati alla pandemia.
Come funziona l'esame
É prevista una prima prova scritta di italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio; una seconda prova scritta riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio (latino al classico, matematica allo scientifico, lingua e cultura straniera per il linguistico e scienze umane per l'omonimo liceo) e l'orale.
Il colloquio ha l'obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale dello studente. Durante l'orale saranno inoltre esposte dal candidato le esperienze svolte nell'ambito dei percorsi d'orientamento e le competenze acquisite al di fuori della scuola.
Quanto alle commissioni d'esame, a differenza del recente passato, sono composte da un presidente esterno, da tre membri esterni e da tre interni.
I commenti
Nicolas Mantovani è il presidente della Consulta degli studenti. Con lui ci sono anche altri ragazzi e ragazze che commentano a caldo le notizie della nuova maturità.
C'è chi valuta positivamente le scelte del ministero dell'Istruzione e del Merito e chi invece avrebbe preferito un esame di Stato più soft, o quantomeno più simile a quelli che hanno caratterizzato l'epoca Covid. «La prova prevista dal ministero è ben diversa da quella che, lo scorso ottobre, avevamo proposto come presidenti delle consulte a livello nazionale - dichiara Mantovani -. Le principali novità hanno riguardato la seconda prova e l'orale. Speravamo che si tenesse in maggiore considerazione il fatto che chi farà la maturità, negli anni passati ha subito la Dad e altre restrizioni che hanno reso più complesso il proprio percorso di studi».
A creare perplessità è anche la suddivisione dei punteggi per ogni prova della maturità. «Lo scorso anno - proseguono gli studenti - la seconda prova aveva un peso minore. Quest'anno invece il primo scritto vale venti punti e altrettanti il secondo. Ci sembra un peso eccessivo, soprattutto per la seconda prova, ma in tutta onestà non siamo completamente scontenti di questa maturità. Poteva andarci peggio».
I presidi
Giovanni Brunazzi, preside del liceo Ulivi, è chiaro: «Questo esame di Stato - sottolinea - rappresenta una ulteriore conferma del ritorno alla normalità dopo l'emergenza pandemica degli anni passati». Per quanto riguarda l'orale «si parte da un argomento presentato dalla commissione - precisa Brunazzi -; un testo, un'immagine, un grafico scelti nel giorno stesso dell'orale. Il colloquio infatti mira a valorizzare le conoscenze dello studente e le sue esperienze anche al di fuori dell'ambito scolastico. Invito i ragazzi a rimanere sereni perché gli insegnanti della commissione lavoreranno per valorizzarli e non per giudicare la loro persona».
Promuove l'esame di Stato anche Giovanni Fasan, preside del Melloni. «Ci aspettavamo la seconda prova scritta in Economia aziendale - osserva - perché è la disciplina portante per un istituto tecnico economico». «Ritengo positivo il ritorno a una applicazione integrale della fonte giuridica che regola l'esame di Stato - continua - terminato il periodo emergenziale legato al Covid, non si poteva che tornare all'esame passato».
Parole ribadite da Lorenzo Cardarelli, preside del liceo Bertolucci. «Finita la fase d'emergenza - commenta - ora si torna a una prova ordinaria, coerente con la normativa pre pandemica. Siamo tutti consapevoli che il percorso di avvicinamento a questo esame è stato tortuoso, ma sono convinto che gli studenti, dopo aver dimostrato grande capacità di adattamento durante il Covid, ora sapranno gestire al meglio l'esame di Stato. I ragazzi stanno infatti vivendo questo anno scolastico di rientro con grande impegno e entusiasmo».
Quanto ai docenti «sono professionisti dell'educazione e conoscono perfettamente il percorso compiuti negli ultimi anni - rimarca lo stesso Cardarelli -; sapranno quindi valorizzare in sede d'esame tutte le competenze degli studenti. E' giusto valorizzare il ritorno alla normalità e l'esame di Stato rappresenta una occasione per dimostrare l'esercizio delle competenze degli studenti; oggi si chiude un percorso e se ne apre uno nuovo».
Federico Ferrari, preside dell'Ipsia, ribadisce infine l'importanza di «tornare alla normalità dopo anni di emergenza».
Luca Molinari