Gup

Bullizza un coetaneo, condannato a un anno e 8 mesi

Un saluto mancato, uno sguardo di troppo (o di meno del dovuto), e scattò la violenza. Botte e strattoni dello zaino che un allora diciottenne indossava solo con uno spallaccio. Forse - per quanto di gran marca e di certo costoso - non era nemmeno lo zaino in sé a interessare a chi lo tirava con tanta violenza, e ancora di meno potevano essere i libri e i quaderni in esso contenuti. Pare probabile che quanto per il Codice penale sia configurabile come tentata rapina più che altro sia stato uno «sfregio», un classico atto di bullismo. Fin qui, le interpretazioni: quel che è certo è che violenza ci fu, messa in atto da un ragazzo di origini nordafricane fiancheggiato da altri tre (uno minorenne, gli altri mai identificati) ai danni di un altro, residente nel proprio stesso paese della fascia pedemontana, in compagnia di un solo amico.

Erano da poco finite le lezioni del 19 novembre del 2021: i due si trovavano alla fermata del bus sopra piazza Ghiaia, in attesa di tornare a casa, quando si fecero loro incontro gli altri. Pare sia stata questione di attimi, perché cominciassero a volare i calci e i pugni. Solo le grida di una donna che assistette alla scena fecero desistere l'aggressore, che alla fine se ne andò a mani vuote, senza portare con sé lo zaino. Il «bottino» lo avrebbe fatto nel giro di un annetto e mezzo (e ne avrebbe fatto volentieri a meno) ma ancora non poteva saperlo.

Ieri il giovane, quasi ventenne ormai, è stato giudicato dal Gup con rito abbreviato. Grazie allo sconto di un terzo della pena previsto dalla formula, è stato condannato a un anno e otto mesi, oltre al pagamento di 400 euro di multa e delle spese processuali. Potrà godere della sospensione condizionale e della non menzione. Ma un eventuale prossimo episodio di violenza rischia di costargli caro.

rob.lon.