Pallavolo

Una Wimore «grandi numeri»: media spettatori più alta in A3

Casarano appartiene già al passato. Smaltita la (comprensibile) amarezza legata all'epilogo di un match che avrebbe potuto tenere vive le speranze di raggiungere le semifinali play-off, la Wimore Parma riparte da quanto di buono emerso nel corso della stagione, la prima in assoluto del club nel campionato di A3.

Il pubblico: l'arma in più

L'elemento che riempie maggiormente d'orgoglio la dirigenza gialloblù, al di là dei lusinghieri risultati, delle qualità tecniche e dello spirito di coesione mostrati dal gruppo, è l'entusiasmo dell'ambiente. Riscontrabile nella temperatura della ritrovata passione del pubblico, salita vertiginosamente con il passare delle settimane. Sono i numeri a restituire sempre un quadro oggettivo e veritiero delle cose. Consultando il sito ufficiale della Legavolley balza chiaramente agli occhi come la media spettatori registrata al Palaraschi, in questo 2022-2023, ad oggi risulti la più alta della serie A3.

La top 15

Nelle prime 15 partite con più spettatori, ben 14 hanno visto scendere in campo la Wimore. Sempre al Palaraschi. Ci sono praticamente tutte quelle della regular season, oltre a gara 1 degli ottavi play-off contro Macerata. L'unico match inserito in questa speciale classifica, e che non riguarda la Wimore, è quello tra Ortona e Fano, giocato proprio sabato scorso (quindi uno spareggio promozione...) davanti a 1.533 spettatori.

Al primo posto invece c'è Wimore-Belluno, confronto vinto 3-1 dai padroni di casa. Era il 5 marzo scorso, decima giornata di ritorno, e l'evento richiamò al Palaraschi 2.016 spettatori: nella regular season un'affluenza così elevata, dati alla mano, quest'anno non si è vista nemmeno in A2. Quella con Belluno, tuttavia, è solo la punta dell'iceberg. Parma completa il podio di serie A3 con i numeri collezionati contro Pineto (1.952 spettatori, il 26 marzo) e Fano (1.808, il 23 ottobre scorso). Poi, nell'ordine, ecco Mirandola (1.628), Montecchio Maggiore (1.518), Monselice (1.480), due volte Macerata (1.451 in campionato, 1.450 ai play-off), Brugherio (1.421), Garlasco (1.370), Bologna (1.333), Savigliano (1.325), San Giustino (1.322) e San Donà di Piave (1.314).

Il plauso della Lega

«La serie A di pallavolo mancava, alla città di Parma. E una piazza come Parma mancava alla serie A. Siamo felici di come questa società abbia saputo recepire il cambiamento determinato dal passaggio alla serie A3, forse il più complicato alla luce delle numerose incombenze che gravano sul piano organizzativo, richiedendo tempo, energie e risorse». A parlare è Massimo Righi, presidente della Lega Pallavolo Serie A. «Di Parma – aggiunge - abbiamo apprezzato la lungimiranza anche nell'opera di promozione della pallavolo sul territorio. Portare la prima volta lo spettatore al palazzetto non è così difficile, se vogliamo: lo è molto di più riportarlo una seconda volta. E quando questo accade, significa che il pubblico si è divertito». Non è solo questione di risultati, secondo Righi. «Perché – osserva – ci sono squadre che, pur vincendo, non riescono ad avere 2.000 spettatori durante le partite casalinghe. A Parma, è evidente, l'appassionato valuta positivamente altri aspetti: il divertimento, la comodità, il sentirsi pienamente coinvolto in un ambiente all'altezza delle aspettative. La Wimore ha saputo riaccendere la passione tra gli sportivi parmigiani».

Il futuro

Tutto molto bello, insomma. Peccato che la Wimore sarà ora costretta a cercarsi un'altra «casa»: il palazzetto di via Pellico, infatti, sarà al centro di un poderoso intervento di ristrutturazione che inizierà nei prossimi mesi e dovrebbe durare un biennio. «Ma come società l'impegno non mancherà: faremo ancora la serie A3 per dare continuità al progetto tecnico avviato» assicura Alessandro Grossi, direttore sportivo della Wimore. «Stiamo valutando quale possa essere la soluzione migliore, per lavorare bene e non disperdere il patrimonio rappresentato dall'incredibile seguito di tifosi avuto nel corso di questa stagione. Abbiamo riempito il Palaraschi come non si vedeva da vent'anni» rileva Grossi. «Anche ai play-off c'è stato il pienone, nonostante le due partite infrasettimanali. In generale, come media spettatori abbiamo avuto qualche centinaia di persone in meno rispetto a una delle semifinali scudetto...».