Gramignazzo di Sissa

Addio a Genoveffa Balocchi, amata da tutti perché amava tutti

Christian Marchi

Amava gli animali di un amore quasi francescano, dai quadrupedi ai più piccoli colibrì, in particolare la cagnolina del figlio, Birba; lo stesso amore con cui coltivava la terra e guardava la natura. Avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 26 giugno Genoveffa Balocchi, scomparsa nei giorni scorsi a Gramignazzo di Sissa Trecasali, molto conosciuta in paese perché cara amica di tutti.

Nata a Fossa di Roccabianca nel 1934, a due passi dalle rive del Po, in una numerosa famiglia patriarcale, era proprio la quotidianità a farle sperimentare la bellezza del lavoro in gruppo nelle nostre campagne, pur se a volte duro e faticoso. Allo stesso tempo, dalla sua famiglia, apprendeva anche i valori che l’hanno poi accompagnata per tutta la vita: il rispetto per le persone e l’importanza della solidarietà. Il padre poi, che oltre alla propria attività di mediatore, suonava l’organo e dirigeva i cori religiosi delle frazioni di Roccabianca e dintorni, le aveva trasmesso la passione della musica e del canto.

È con questa dote di umanità che era arrivata a Gramignazzo, dove l’aveva condotta il matrimonio con Ermes Reggi, muratore capomastro, dal quale è nato Pierangelo. Un’attenta cura che non ha risparmiato nemmeno agli adorati nipoti Marco e Angelo. La sorella Clementina: «Grazie per il tuo sorriso accogliente e comprensivo, per la serenità che hai saputo trovare, pur tra le avversità e i dolori della tua vita; grazie anche per quella magica capacità, che hai sempre avuto, di capire gli altri e dare sostegno alle loro necessità. E immaginiamo che Dio stesso continuerà a lungo l’elenco dei ringraziamenti, mentre noi, qui sulla terra, tratteniamo a stento le lacrime per la fatica di lasciarti andare via. Quanti hanno ricordato la bontà di Genoveffa, la sua tenerezza, il suo saper ascoltare e comprendere? Praticamente tutti».