Colpi in centro tutte le sere

Ladri scatenati, allarme spaccate in città

Luca Pelagatti

Basta poco: un cacciavite per forzare le serrature meno solide o un pezzo di metallo rimediato in giro se occorre attaccare la vetrata. E in questo caso un tombino o un portabiciclette a portata di mano si trovano sempre. Il resto lo fanno la faccia tosta e la freddezza. Evidentemente, visto il numero di colpi messi a segno, devono essere una merce molto comune.

Si scrive spaccata, si legge emergenza. Da qualche tempo, infatti, non passa sera senza che un negozio, un pubblico esercizio vengano presi di mira da balordi in cerca di spiccioli facili. Spiccioli, abbiamo detto: che ormai nessun commerciante lascia somme importanti nella cassa per cui i ladri sanno di doversi accontentare. Ma nonostante questo sono disposti a tutto: e tra cristalli, vetrine sfasciate e negozi sottosopra i danni sono molto superiori del bottino.

«Sarà un destino scomodo delle periferie dimenticate», si potrebbe obiettare. Per nulla: perché basta scorrere i verbali delle forze dell'ordine per capire che se c'è una zona a rischio è proprio quella del centro. E nessuna tipologia di esercizio è al sicuro. Bar, cartolerie, parrucchieri, ma anche agenzie di viaggi o kebab: nelle ultime settimane i ladri hanno agito senza distinzioni ripetendo uno stesso identico copione.

I ladri fanno passare la mezzanotte e poi scelgono un qualunque negozio. Nella gran parte dei casi vengono colpiti spazi con una vetrina non rinforzata da saracinesche o inferriate e poi ci si fa largo tra vetri rotti e stipiti deformati per arrivare al fondo cassa. Se l'allarme scatta poco conta: tra entrare e uscire i malviventi sanno di avere almeno una manciata di secondi prima che arrivi qualcuno in divisa. E se li fanno bastare.

In altri casi, e via Garibaldi in questo senso ne è l'esempio, i ladri hanno scelto una via più dissimulata: prima si sono infilati nel cortile sul retro dei negozi e poi, sfruttando le finestre posteriori, sono entrati nell'esercizio. Così non c'è neppure il rischio di essere visti dai passanti e si può agire con più calma. In questo modo sono stati svaligiati una cartoleria, un salone di parrucchiere e una pizzeria mentre poco lontano, sempre in quella zona a due passi dal Magistrato per il Po, anche un kebab ha avuto la visita. Il ladro doveva essere fisicamente molto minuto visto che si è infilato tra le sbarre di una finestra laterale. Ma per molti colpi che riescono ce ne sono altri, per fortuna, che finiscono male: è il caso di quelli in diversi bar come uno in via Farini, un altro in via Pisacane e un terzo in via Manzoni: nell'ultimo i responsabili sono fuggiti, nei primi due sono stati fermati. Si trattava di due minorenni stranieri, forse sempre gli stessi, a riprova che a colpire sono balordi senza esperienza ma che hanno capito che è molto facile. E visto che se la cavano quasi sempre con una denuncia, neppure troppo pericoloso.

Ben diversa la situazione per altre razzie come quella messa a segno im un salone di moto della Crocetta: in questi casi si tratta di professionisti attrezzati e forniti di mezzi pesanti da usare come arieti e camion su cui caricare le refurtiva che, in questo tipo di colpi, vale invece un tesoro. Ma si tratta di scorrerie su commissione in cui la merce ha già pronto un compratore. Spesso oltre confine.

Le altre spaccate invece sono opera, come detto, di disperati in cerca di denaro per la dose o per arrivare al domani. Se non trovano un negozio a portata di mano che prometta bene si accontentano di auto in sosta: la scorsa settimana in una sola notte sono state aperte e danneggiate una ventina di macchine. Non illudetevi: alcune erano in parcheggi chiusi e recintati. Le forze dell'ordine, ovviamente, controllano le aree a rischio e monitorano le strade della notte ma si tratta di una sfida molto ardua. Servirebbero decine di agenti per controllare tutte le strade e i ladri lo sanno. E con un caccivite in tasca e tanta faccia tosta, ogni notte, si mettono in caccia.

Luca Pelagatti