I dati 2022 della provincia di Parma

Export e produzione, un anno di crescita

Le ultime elaborazioni congiunturali, pubblicate recentemente dal Centro studi Confindustria, indicano che la crescita in Italia sta proseguendo nel secondo trimestre 2023 con una situazione solida nei servizi, meno in industria e costruzioni. L’inflazione è persistente, i tassi di interesse sono in crescita, i prestiti diminuiscono.

Nel complesso l'anno 2022 è risultato migliore del previsto, malgrado le forti spinte inflazionistiche, il boom dei costi energetici e la guerra in Ucraina. Le imprese manifatturiere, sia a livello nazionale che locale, hanno dimostrato una buona capacità di tenuta.

La variazione del valore aggiunto provinciale nel 2022 è stata stimata, dal Sistema camerale regionale su dati Prometeia, pari al 4% con una variazione dello 0,6% per l’industria e del 5,9% delle costruzioni. Questa elaborazione stima per Parma un valore aggiunto per abitante pari a 36.100 euro, un dato superiore alla media regionale (32.900) e nazionale (26.800).

La serie storica dei dati indica come, rispetto al 2020, si evidenzi un recupero dei livelli di soddisfazione degli ordini, oggi superiori rispetto allo shock pandemico. Le previsioni relative al primo semestre del 2023 sono risultate ancora positive per la maggior parte delle imprese del campione (saldo ordini totali 30%, ordini esteri 37%, occupazione 27%) e in miglioramento rispetto alle previsioni di luglio 2022.

Produzione industriale in positivo

Nello scorso anno la variazione della produzione industriale provinciale, malgrado le difficoltà dovute all’incremento dei costi particolarmente sentite dai settori più energivori e gasivori, si è confermata di segno positivo grazie al contributo della domanda estera. Rispetto ai settori merceologici, vi è stato un deterioramento nel corso dell’anno della produzione del settore alimentare (-1,3%), mentre si conferma un buon andamento di fatturato e produzione della chimica-farmaceutica (+6%). Nonostante le numerose sfide e complessità che hanno caratterizzato il 2022 sia il settore della meccanica che dell’impiantistica alimentare hanno registrato un buon andamento medio della produzione (+6%). Quanto agli altri settori si conferma un buono slancio per la gomma-plastica (+6%), stazionario il vetro (-0,3%) e finalmente in ripartenza l’abbigliamento (+20%). Nel 2022 è proseguito anche il buon risultato del settore delle costruzioni grazie anche agli incentivi ancora in corso; l’incremento medio annuale della produzione è risultato pari a circa il 10% con un rallentamento nella seconda parte dell’anno.

Le esportazioni

Nel corso dell’anno 2022, le esportazioni provinciali rilevate dall’Istat hanno superato il valore di 10 miliardi di euro (10.303.986), con un balzo del 14,8% rispetto al 2021. Questo valore si traduce in un’incidenza del 12,3% sul totale delle esportazioni regionali e dell’1,6% di quelle nazionali e colloca Parma al diciannovesimo posto tra le principali province italiane esportatrici. Nel 2022 i tre settori chiave dell’export parmense sono stati: chimica-farmaceutica (incidenza: 31,4%), metalmeccanica (composta da impiantistica alimentare e meccanica generale; incidenza: 30,6%), alimentare (incidenza: 23,4%). Insieme essi generano oltre l’85% delle vendite estere, confermandosi settori strategici per lo sviluppo internazionale della nostra provincia.

Le esportazioni dell’alimentare parmense, che registrano il valore di 2,4 miliardi di euro, si sono confermate nel 2022 al quarto posto per valore nella classifica nazionale, beneficiando in particolare della buona performance delle proprie Dop. I vari comparti hanno registrato i seguenti andamenti: conserve animali: +5,9%, pane, pasta, dolci: +18%, casearia: +8,5%, conserve vegetali: +29,2%, conserve ittiche: -0,7%, bevande: + 11,9%, molitoria: +25%.

L'occupazione

La dinamica dell’occupazione è stata vivace; l’industria ha contribuito in maniera decisiva all’incremento registrato a livello provinciale, confermando il recupero dei livelli pre-pandemici. Rimane elevata la quota delle aziende che dichiara difficoltà di reperimento del personale.

Gli investimenti

Nel 2022 gli investimenti sono stati effettuati dall’89% delle aziende del campione, per un valore pari mediamente al 4,6% del fatturato, con un incremento rispetto all’anno precedente. Per l’anno in corso continua la propensione agli investimenti ma risulta in calo: l’incertezza del contesto economico e l’incremento dei tassi di interesse impongono una maggiore cautela.