Il giallo
Florentina, si va verso la dichiarazione di morte presunta
Albareto La cercarono fino nelle tombe della vallata e ora, senza che ne sia mai stato trovato il corpo, il suo nome sta per finire sopra una lapide. Attraverso il proprio difensore Sandro Milani, Paolo Devincenzi ha avanzato l'istanza per la dichiarazione di morte presunta di Florentina Nitescu. Un fantasma, l'allora 33enne di origini rumene era diventata la notte tra il 24 e il 25 gennaio 2013, quando - stando alla denuncia sporta del marito - uscì di casa e fece perdere le proprie tracce, abbandonando oltre a lui un bimbo di nemmeno due anni. Ora sta per esserlo anche per la legge. I tempi ci sarebbero tutti, con un buon margine: la norma prevede che servano dieci anni per giungere a questo passo. In sostanza, cambia poco: il figlio nato dall'unione tra Florentina Nitescu e Devincenzi, oggi quasi dodicenne, continuerà come sempre a vivere con il padre, dopo aver trascorso gli anni dell'infanzia più fragile affidato anche alle cure della nonna paterna.
Per il marito (a questo punto quasi presunto vedovo) più che altro è l'occasione di voltare un'altra pagina in una vicenda tragica da qualsiasi angolazione la si osservi. Un caso dai tempi lunghi: un'altra svolta, di peso ben diverso, l'ebbe nel 2018. Allora, a essere dichiarate «defunte» dal Gip Sara Micucci furono le ipotesi di reato per le quali l'albaretese titolare di un'agenzia funebre finì sul registro degli indagati per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Gli inquirenti non credettero subito a quanto denunciato da lui. A far nascere i primi sospetti furono anzitutto i cinque giorni trascorsi dal momento della presunta fuga di casa della moglie all'ingresso dell'uomo nella caserma dei carabinieri per la denuncia della scomparsa. Devincenzi si giustificò dicendo di essere convinto che la moglie avesse solo bisogno di un breve lasso di tempo, per tornare di propria volontà.
Si parlò di un litigio, si parlò di gelosia e si prese a scandagliare la vita della coppia. L'uomo - unico sospettato di un eventuale omicidio in questa vicenda - fu sottoposto a svariati interrogatori da parte del pm Giuseppe Amara. Uno durò undici ore: maratona durante la quale l'imputato non ebbe tentennamenti né cadde in contraddizioni. Intanto, la zona di Albareto (e non solo) venne passata al setaccio dai carabinieri del Ris di Parma e dai loro colleghi della Compagnia di Borgotaro. Per le ricerche di Florentina, sospettando appunto la sua tragica fine, vennero impiegate le unità cinofile di Rosignano, già entrate in azione per Yara Gambirasio. Si scandagliarono i fondoni del Gotra e del Taro, si cercò nei terreni di Boschetto, si effettuarono sopralluoghi in 900 avelli di Albareto e di tredici frazioni, tenendo soprattutto presente il mestiere di Devincenzi. Ma non fu mai rinvenuta una traccia della donna così come non emerse nulla a carico del marito. «Non si potevano trovare elementi a carico di una persona che non ha commesso alcun reato» commentò Milani, dopo aver sottolineato l'accuratezza delle indagini, quando la posizione del suo assistito venne archiviata. Altri cinque anni sono trascorsi da allora. Il caso rimane un mistero: come ogni volta in cui si parla di una persona defunta senza che ci sia una tomba sulla quale piangerla.
Roberto Longoni