Gazza Ladra

Quanto interesse per le «corna torinesi»! Ma stiamo bene?

Mauro Coruzzi

Non stiamo tanto bene se da giorni c’interroghiamo sulla vicenda del facoltoso banchiere torinese e dell’avvenente signora bionda, che nel giorno dell’annuncio del matrimonio, con tanto di festa ad hoc e amici pronti al brindisi, si sfasciano, anzi, si smaterializzano come coppia, per via che lui, al momento del discorso programmatico sul loro “roseo” futuro, le dice «bella, meglio che non ci sposiamo affatto, e visto che hai uno stuolo di amanti, vatti a fare un giretto con uno di loro, tanto io non ne voglio più sapere di una come te».

Questa storia la dica “lunga” su come siamo pronti, senza nemmeno un accenno di vergogna, ad occuparci di una banalissima vicenda di corna, messe o subìte poco importa, (sai che novità…), assai greve, almeno nei modi, che ha ucciso tutte le altre storie di gossip & dintorni di un’estate martoriata dal non sapere esattamente di cosa dovremmo preoccuparci…

Ma chi se ne frega del caro biglietti di voli o dei bar che vogliono il coperto per tagliare un toast in due, al bando il salario minimo garantito o se gli extraprofitti delle banche sono sì extra, ma terrestri e non alieni alla nostra vita, ora conta sapere tutto ma proprio tutto della bella e fascinosa bionda, scaraventata giù dalla limousine nunziale ben prima di arrivare anche solo alla porta della chiesa e del perché lui l’abbia così platealmente messa alla gogna…

Tutti noi (o quasi…) a farci domande che, ahimè, non prevedono una risposta, ma dieci, forse cento opzioni: «Ma no, non è un tradimento solo, ce ne sono tanti, troppi, lui era solo la facciata, lei un’ arrampicatrice e nemmeno delle più brave…». «Ma va… lei è di famiglia facoltosa come lui, è che s’è presa una cotta più per uno, ma sì, quello che dicono “avvocato” con cui va a Mykonos, forse…». «Ma tu pensa che pare continueranno a lavorare insieme, lei si occupa di relazioni pubbliche, è una Pr». «Beh, di relazioni pubbliche pare ne abbia avuta più di una a sentire lui». «Ma è che lui non l’amava poi così tanto se lei s’è messa davvero prima con l’uno e poi con l’altro e l’altro ancora…». «Mah, non vorrei che lui si sia inventato tutto, sai com’è, gli uomini danno di fuori se sono appena un po’ gelosi... Lei dice che lui vede solo fantasmi». «Sarà, ma a me ‘sta pagliacciata fatta in pubblico mi puzza tanto di qualcosa di costruito». «Guarda, azzardo: lei sapeva tutto e i due sono in combutta, figurati se mettono su tutta ‘sta scena per niente». «L’ho sempre detto: torinesi falsi e cortesi»...

E potremmo andare avanti da qui fino al dopo Ferragosto senza parlare d’altro, tanto, stiamone certi, ognuno avrebbe ed ha da dire la sua.

Se vi trovaste all’improvviso nel bel mezzo di una conversazione accesa riguardante i due non provate nemmeno per scherzo a frenare la piena del fiume di parole, pena l’esclusione dalla “rissa verbale”, a meno che non vogliate proprio questo: forse e senza nemmeno il forse sarebbe questo l’auspicabile epilogo, prima che qualcuno «che ne sa», citi la “scrittrice” Giulia de Lellis e il suo monumentale tomo dall’emblematico titolo «Le corna stanno bene su tutto» , con sottotitolo «Ma io stavo meglio senza…».

Ecco… appunto! Buona domenica.

Mauro Coruzzi