Alla Crocetta
Rapinata e trascinata dall'auto
Sarebbe bastato che la persona presa di mira fosse meno giovane, o meno agile o anche solo che non avesse «mollato la presa» sulla sua borsetta perché la rapina che si è consumata mercoledì sera poco prima delle 21 nel parcheggio dell’Esselunga di via Colajanni finisse in maniera ben diversa.
La vittima, una 46enne parmigiana, se l’è fortunatamente cavata con un leggero trauma cranico ed escoriazioni di lieve entità ma con tutta probabilità l’esperienza vissuta ha lasciato una ferita ben più lunga da «guarire». E sicuramente non solo a lei, vista la violenza con cui si sono svolti i fatti. Stando alle prime ricostruzioni, la donna era andata a fare la spesa e, una volta riposti in auto gli acquisti e sistemato il carrello, era tornata verso il parcheggio senza accorgersi che, con tutta probabilità, qualcuno la stava già tenendo d’occhio. Arrivata alla macchina, prima di sedersi al posto di guida ha appoggiato la borsetta sul sedile del passeggero. Un gesto che tutti fanno «in automatico» ma che lascia ai malviventi qualche secondo per agire. E così è stato anche in questo caso: un uomo, che da alcune indiscrezioni sarebbe caucasico e quasi sicuramente anche italiano, in un lampo ha aperto la portiera, arraffato la borsa ed è fuggito veloce. A questo punto, l’istinto della donna ha suggerito quella che, alla fine, si è rivelata la scelta meno opportuna. Uscita dall’auto ha tentato di riprendersi il maltolto e, arrivati alla macchina di lui, è riuscita a rimettere le mani sul manico della borsa. Ma quello che non aveva valutato è stato che l’uomo potesse ingranare la marcia e partire. E così è stato: ingranata la marcia, incurante del fatto che la sua vittima non mollasse la presa, ha accelerato nel parcheggio fino a farla cadere, trascinandola anche per qualche metro. Nel frattempo, il trambusto aveva attirato l’attenzione delle persone che si trovavano nei paraggi e che si sono prontamente adoperati per tranquillizzarla in attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso. Sul posto sono arrivate ambulanza ed automedica del 118 e una volante della polizia per raccogliere indizi utili a dare un nome ed un volto al rapinatore. Un compito che non sarà però facile, visto che nella concitazione del momento, i potenziali testimoni, preoccupati per le condizioni della 46enne rimasta a terra, non sarebbero riusciti a prendere la targa del veicolo in fuga. Ma ad aiutare potrebbero essere le videocamere che sorvegliano la zona e che, a quell’ora, potrebbero aver inquadrato un veicolo uscire ad alta velocità dall’area di sosta. La rapina non ha però lasciato strascichi solo nella vittima: anche chi quella sera si trovava nel parcheggio è rimasto turbato sia dalla dinamica dei fatti che dalla noncuranza con cui una donna è stata scaraventata a terra senza nemmeno rallentare per verificare le sue condizioni di salute. E contrastare questa «tecnica» predatoria non è certo facile. Non resta dunque che tenere sempre gli occhi ben aperti soprattutto quando ci si trova in un parcheggio, luogo in cui è più difficile intuire se una persona si accosta ad un'auto con cattive intenzioni o perché, semplicemente, deve salire sul mezzo accanto.
Chiara De Carli