Comune

Materne paritarie, scontro sul protocollo d'intesa

Gian Luca Zurlini

La presentazione del nuovo protocollo d'intesa fra Comune e le scuole dell'infanzia paritarie (o private che dir si voglia) ha scaldato gli animi durante la riunione di ieri pomeriggio della commissione Scuola presieduta da Saba Giovannacci.

Due bozze alternative
A presentare le proposte del Comune è stata l'assessore ai Servizi educativi Caterina Bonetti che ha spiegato che sono due le bozze che l'Amministrazione metterà sul tavolo di fronte alle scuole paritarie: «Chiarito che si tratta di proposte alternative e non addizionabili tra di loro, in una è previsto che le scuole paritarie, per i posti convenzionati con il Comune, ricevano un minore contributo, ma possano di fatto mantenere le proprie rette con la parte pubblica che si impegnerebbe a pagare alle famiglie la differenza tra la retta delle materne comunali e quella prevista per la scuola paritaria». Diversa invece la filosofia alla base della seconda convenzione: «In questo caso - ha spiegato la Bonetti - le scuole paritarie riceverebbero un contributo diretto maggiore per la loro attività ma dovrebbero impegnarsi a stabilire per i posti in convenzione rette da pagare per le famiglie simili a quelle delle scuole comunali».

«Manca la strategia»
Molto critica sulle proposte messe sul tavolo dalla Giunta è stata Federica Ubaldi «Civiltà parmigiana» che ha parlato di «mancanza di una vera strategia politica nelle proposte del Comune che ha fatto tutto da solo senza aprire prima un tavolo di confronto con le scuole paritarie con la conseguenza di una mancata coprogettazione che rischia di mettere diverse scuole paritarie in difficoltà e, soprattutto, di non risolvere il problema principale che è quello delle liste d'attesa. Non è stata presa in considerazione neppure l'ipotesi di liste uniche e comunque l'impressione è che ci si trovi di fronte a un pregiudizio politico nei confronti delle scuole materne private».

«Proposte ragionevoli»
Le parole della Ubaldi hanno suscitato una viva reazione di Sandro Campanini (Pd): «Non è certo nostra intenzione mettere in difficoltà le scuole paritarie, che sono parte integrante e importante del sistema educativo dell'infanzia. Però non si può certo pensare che il Comune paghi a piè di lista la differenza tra le proprie rette e quelle delle paritarie».

«Serve giusto equilibrio»
Il presidente del Consiglio comunale Michele Alinovi ha da parte sua sostenuto che «nel sistema occorre trovare un giusto equilibrio. Va sottolineato che le rette pagate dalle famiglie per le materne comunali in media coprono il 30% del costo complessivo del servizio. Di conseguenza, se si va ad aumentare il contributo alle paritarie per ridurre il divario con le rette pubbliche, sarebbe poi inevitabile aumentare le tariffe per recuperare le risorse necessarie. Le proposte in campo rappresentano un giusto compromesso per poter arrivare a un servizio più ampio». Parole che non hanno convinto la Ubaldi. Ora ci sarà il confronto con le paritarie e a fine ottobre si arriverà al voto in consiglio.

Gian Luca Zurlini