INAUGURAZIONE

Teatro del Cerchio, nuova sede

Il Teatro del Cerchio è a casa! Segnatevi quest’indirizzo: via Giuseppe Gioacchino Belli 6/a. Il nuovo spazio culturale ha un teatro da 200 posti, un’altra sala da 100, più due per le prove, un’aula didattica, una biblioteca teatrale, una costumeria, gli uffici e un piccolo punto ristoro. Soprattutto, vent’anni di percorso teatrale all’attivo sul territorio di Parma. Questo è il Cerchio, fondato da Mario Mascitelli. Centro teatrale per bambini e per adulti in via Pini, nel piccolo auditorium della scuola Anna Frank, con corsi di recitazione, spettacoli per famiglie, eventi, feste, mentre la programmazione di prosa cresceva, l’associazione ha dovuto migrare in cerca di nuovi spazi, seguita dal pubblico.

Fino alla decisione di acquistare uno spazio per costruire la propria sede. «A cosa serve l’utopia? A camminare»: con queste parole (di Fernando Birri, regista cinematografico argentino) si è aperta l’inaugurazione, intensa ed emozionante, del Teatro del Cerchio. Sono intervenuti, dopo la benedizione religiosa di don Nando Bonati, il sindaco Michele Guerra, il consigliere regionale Matteo Daffadà, il presidente della Fondazione Cariparma Franco Magnani, il dirigente del settore cultura del Comune Alessandro Puglisi. Protagonista, Mario Mascitelli, direttore artistico del Teatro del Cerchio: Maria Pia Pagliarecci, responsabile della formazione alla loro Piccola scuola di teatro, lo ha definito Don Chisciotte (lo troveremo in Stagione). « I sogni nel cassetto - le parole di Mascitelli - fanno la muffa. E’ veramente la realizzazione di un sogno. Mio e delle persone che lavorano con noi. Lo abbiamo chiamato polo culturale: il teatro, la grande sala con la tribuna che si apre e si chiude, le sale prove, la biblioteca teatrale dedicata al nostro compianto regista Antonio Zanoletti, che apriremo con una mostra su Paola Borboni, di cui era amico. Desideriamo sia un centro in grado di dialogare anche con l’estero, con varie discipline, come la musica. Desideriamo diventare una sorta di etichetta che possa produrre un po’ tutto: libri, film». «Aprire un teatro di questi tempi - le parole del sindaco, ringraziato dal Teatro del Cerchio “per l’appoggio e la vicinanza nella ricerca di una sede” - è una delle azioni più rivoluzionarie e coraggiose. Formatosi dentro una scuola, sempre capace di parlare ad un pubblico molto ampio che lo ha seguito laddove è andato, oggi il Teatro del Cerchio ha una nuova casa. Prima, citando Birri, c’è stata la parola utopia, la cui etimologia è “assenza di un luogo”. Noi, invece, siamo in un luogo che in qualche modo combatte l’etimologia di utopia: ci dice che credendoci, portando qua dentro tanti anni di sperimentazione, coraggio e formazione, ci si può arrivare. Quello che voi vedete oggi è merito del Teatro del Cerchio».

«Un momento importante di ripartenza» ha chiosato Daffadà, sottolineando anche il valore formazione teatrale del Cerchio. A Fondazione Cariparma è dedicata nella sala del Teatro del Cerchio una targa per l’importante sostegno. «Il teatro è il modo di rappresentare - ha sottolineato Franco Magnani - la realtà, tirando fuori il meglio dalle persone: è lo scopo anche del nostro ente morale». Anticipazioni? E’ imminente la presentazione di Stagione, che apre il 13 ottobre con lo spettacolo “Donna non rieducabile” di Stefano Massini, interpretato da Ottavia Piccolo, ma le proposte per i bambini debuttano ancor prima.

Claudia Olimpia Rossi