IL CASO

«Frecce» perse, divampa la polemica politica

Luca Molinari

La notizia che cinque Frecciarossa non fermeranno più a Parma a partire dal 10 dicembre, ha scatenato le reazioni del mondo politico.

Il sindaco Guerra: «Bisogna stimolare il mercato»

Il sindaco Michele Guerra ribadisce l'impegno dell'Amministrazione comunale e, precisando che si tratta di strategie nazionali, ribadisce che a breve ci sarà un nuovo incontro con le ferrovie. «Noi continueremo a lavorare per garantire un buon servizio a chi usa il treno - dichiara - per quanto i dati Trenitalia di questo anno sul traffico non siano positivi per le città presenti sulla linea storica». «Dobbiamo stimolare nuovamente il mercato - prosegue - coi mezzi che abbiamo a disposizione, insieme a chi nel territorio deve tutelare la città. Abbiamo riunito tutte le parti economiche della città a gennaio, sono state sviluppate delle convenzioni, ma dobbiamo fare di più come sistema Parma perché abbiamo contro dei numeri troppo bassi. Paghiamo il prezzo di aver perso, come territorio, occasioni importanti in passato, prima sulla Mediopadana finita a Reggio e poi per non aver chiesto con la giusta insistenza e subito, una doverosa compensazione». Queste, secondo Guerra, «sono le eredità su cui dobbiamo lavorare, tutti insieme, perché Trenitalia, pur dimostrando apertura al confronto, non programma treni sui desideri dei Comuni, ma noi pensiamo debba farlo se un territorio si mette in gioco in tutte le sue articolazioni». «A breve - ribadisce - come ho avuto occasione di dire, avremo un altro incontro con l'azienda». E rimarca la necssità di «puntare sull'uso delle interconnessioni fra la linea tradizionale e quella ad alta veloctà».

Cavandoli: «Immobilismo che danneggia la città»

«Questa notizia è una sconfitta, purtroppo prevedibile, per la città» dichiara Laura Cavandoli, deputata e capogruppo della Lega in consiglio. «Ancora una volta - continua - l’immobilismo dell’amministrazione Guerra danneggia Parma e causa la riduzione dei collegamenti ferroviari utilizzati da studenti, turisti e lavoratori». «L’amministrazione - continua - avrebbe dovuto incentivare l’utilizzo delle frecce favorendo il contatto con imprese e istituzioni del territorio e rivedendo la viabilità nei piazzali intorno alla stazione, senza limitarsi ad invocare l’aiuto dell’esercito. Occorre un progetto di rivalutazione di tutta la zona circostante che favorisca la viabilità, l’accesso, la sicurezza e l’offerta di parcheggi a costi ragionevoli, ma che siano soprattutto sicuri». «Ma l’errore originario fu dell’amministrazione di sinistra - osserva - che negli anni Novanta ha regalato la stazione alta velocità a Reggio Emilia, togliendo a Parma la sua centralità tra Milano e Bologna, oltre che la possibilità di realizzare un piano intermodale di trasporto treno-aereo». «Se Parma vuole mantenere le «Frecce» - spiega - deve vincere la concorrenza di Reggio Emilia Av, offrendo servizi più convenienti e facilità di accesso alla stazione sia in auto che con i mezzi pubblici. Il mio impegno è per garantire la realizzazione e il potenziamento delle infrastrutture necessarie perché la nostra città mantenga il suo ruolo centrale nell’Emilia occidentale e non solo. Ho chiesto formalmente al Ministro di rivalutare la decisione dei vertici Trenitalia e di puntare un focus sulla nostra città che non merita un ulteriore declassamento per l’inerzia della sinistra».

Bocchi: «Mancanza di progettualità di sindaco e giunta»

«Parma perderà presto cinque treni veloci- afferma Priamo Bocchi, capogruppo di FdI in consiglio -. Ritengo che le responsabilità principale di questa scelta ricadano sulla mancanza di progettualità e lo scarso attivismo di sindaco e giunta comunale nonché sullo scarsa attenzione che ancora una volta la Regione dimostra per il nostro territorio. La scelta operata da Trenitalia con la soppressione di treni scarsamente utilizzati e antieconomici, deve indurre però a una profonda riflessione tutti gli attori del cosiddetto “sistema Parma”: una città sempre meno attrattiva, che pare avviata ad un declino e a una marginalità che non merita».

Brandini e Ubaldi: «Doccia fredda inaspettata»

Serena Brandini (Azione) e Maria Federica Ubaldi (Civiltà Parmigiana) hanno ricordato il proprio impegno nell'affrontare il tema dell'alta velocità in consiglio e le risposte ottenute dalla giunta. «Ci sembrava di aver capito che gli incontri finora svolti fossero stati positivi - dichiarano -. La notizia della soppressione di 5 treni è una doccia fredda che non ci aspettavamo e che comporta un ulteriore aggravamento della situazione dei collegamenti di Parma con il resto d’Italia e d’Europa che più e più volte abbiamo denunciato. Confidiamo che gli incontri fissati con Rfi e Fs possano affrontare questa criticità e arrivare alla messa in attività dell’interconnessione».

Ottolini: «Compensare subito i treni perduti»

Enrico Ottolini (Europa Verde - Verdi - Possibile) parla di «ennesimo scippo di treni dell'alta velocità». «Europa Verde sostiene da tempo l'utilizzo delle interconnessioni esistenti ed ha registrato con molta delusione il nulla di fatto dichiarato dall’Amministrazione in occasione del consiglio comunale del 16 ottobre - spiega Ottolini-. In occasione dell’incontro previsto a novembre con Trenitalia, l'Amministrazione chieda un'adeguata compensazione per i treni che saranno tolti, ad esempio che fermino a Parma due ulteriori coppie di treni della linea Milano-Roma, adeguatamente distribuite nell'arco della giornata».

Forza Italia: «Aprire subito un tavolo di emergenza»

Nella nota firmata da Laura Schianchi, responsabile di Forza Italia Parma, e da Alfredo Stocchi (delegato Urbanistica e infrastrutture) si chiede di «aprire un tavolo di emergenza con le ferrovie e il ministero delle Infrastrutture per ottenere il necessario consenso alle necessità del nostro territorio». «Ci stiamo attivando - precisano - con il sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante per avere tutto il supporto utile alla realizzazione delle linee di sviluppo di Parma».

Gambarini: «Parma sempre più isolata dal resto d'Italia»

«Di questo passo Parma sarà sempre più isolata dal resto dell'Italia perché difficile da raggiungere. Il sindaco bussi immediatamente con decisione alla porta di Trenitalia e chieda il ripristino delle fermate cancellate» dichiara Francesca Gambarini (Noi Moderati).

De Micheli: «Necessario un confronto con Trenitalia»

«Lo spostamento di 5 Frecce in Emilia Romagna dalla linea storica sulla tratta dell'alta velocità, e la conseguente soppressione delle fermate che interessa anche Parma, riduce le possibilità di collegamento veloce soprattutto con Milano e costituisce un impoverimento dell'offerta di mobilità». Lo afferma la parlamentare Pd Paola De Micheli, che sottolinea la necessità di proseguire il confronto tra tutte le istituzioni coinvolte.

Campanini: «Il centrodestra nasconde la propria inerzia»

Il capogruppo del Pd, Sandro Campanini, dichiara: «Mentre l'amministrazione comunale è attiva dall'inizio del mandato per ottenere i servizi ferroviari che Parma merita e la Regione, che ha completamente rinnovato il parco mezzi per i pendolari, sta elettrificando la Parma-Suzzara, i parlamentari di centrodestra cercano di gettare fumo negli occhi per nascondere la loro inerzia e incapacità di portare a casa risultati concreti. Dopo oltre un anno al governo, la città attende da loro fatti, non parole».

Effetto Parma: «Necessario un lavoro comune»

Effetto Parma chiede di riprendere i contenuti del protocollo d'intesa firmato nel 2021. «Crediamo inoltre che debba essere reso noto, nelle sedi politiche ed istituzionali opportune - spiegano - lo studio che nel 2022 il Comune ha portato all’attenzione del tavolo tecnico ministeriale, studio che ha confermato le grandi potenzialità che il nostro territorio ha in termini di bacino di utenza e la forte domanda reale che potrebbe essere interessata ad utilizzare il servizio ad alta velocità ferroviaria». Importante infine «lavorare tutti insieme, istituzioni, sistema produttivo e parti politiche, per riuscire a dare a Parma un collegamento ferroviario veloce, moderno e sostenibile».

Luca Molinari