GAZZA LADRA

Miss Italia, che delusione la Rai

Mauro Coruzzi

Ma insomma… vogliamo sì o no «darci un taglio» a questo orizzonte cupo, ansiogeno, pieno di minacce e tensioni e riaffermare con orgoglio, quasi direi con entusiasmo, che abbiamo voglia di gioia, voglia di vita, voglia di bellezza, e, finché sarà possibile, fare in modo che questo atteggiamento sia un bellissimo e terapeutico modo di gustare pienamente l’esistenza terrena ? Non vi paia un «pippone» di quelli che avrebbero la pretesa di indicare una via ,un percorso come si definisce ora, che porta alla «felicità», ma credo fermamente che si debba «combattere» perché non ci si intristisca il mondo intorno. Mi spiego: dal prossimo 7 novembre Miss Italia, nella sua fase finale, si svolgerà a Salsomaggiore Terme, com’è accaduto per una quarantina d’anni prima di approdare altrove, senza poi trovare un altro attracco così suggestivo e, a suo modo, perfetto. Nell’evocazione di un passato nemmeno troppo remoto c’è uno scenario attraente, pensando ad un’Italia piena d’energia, con la necessità di vaccinarsi dalle batoste di un dopoguerra da cui era indispensabile uscire e, credo, qualsiasi contributo che si rivelasse tale concorreva a farci migliori, compresa la valorizzazione della bellezza femminile. Al di là dell’orgoglio territoriale nell’avere di nuovo il concorso in Salsomaggiore, mi delude (ed è un eufemismo) che la Rai abbia deciso di non mandare in onda la trasmissione, con una serie di ragioni «irragionevoli»: il palinsesto in primis ma, «in secundis», il che denuncia un’arrendevolezza agli imperativi del momento ,non offrire nessun motivo di turbamento a questo fintissimo equilibrio che il «polically correct» ha imposto: per carità, «non mercifichiamo il corpo femminile, la carne delle donne non va esposta come in macelleria», «il bikini è un oltraggio», «le bellezza non va misurata in centimetri» e la lista è solo indicativa, con un inanellarsi di sciocchezze, una dopo l’altra che si taciterebbero solo con un’osservazione: «il male o la doppiezza sta negli occhi di guarda all’armonia come fosse un peccato». Quando mai una sfilata di moda è stata ritenuta offensiva? Dove sta scritta l’equazione secondo la quale la bellezza, sia dei canoni ordinari sia di quella partorita dai tempi, è un insulto alla dignità delle donne e non venga vissuto come un’elegia, un peana, una fonte alla quale abbeverarsi? Non è che guardare un concorso di bellezza ci renda meno sensibili o indifferenti al clima teso di questo pauroso momento , in cui dominano guerre e tensioni tra mondi differenti anche se tutti abbiamo avuto vita su questo globo terracqueo , anzi, proprio perché siamo a corto di energie vivificanti, il continuare a immaginare e poi vedere il sorriso della vita bella, è come una terapia urgente che spazza via ogni dubbio sui «se e ma». Un episodio solo nella «memory»: Sophia Loren, la più bella tra le belle e che partecipò al concorso nel 1950 senza vincerlo, nel 1968, su indicazione del suo ginecologo svizzero, soggiornò un paio di settimane alle Terme di Salso, dove si sottopose alla terapia delle acque salsobromoiodiche , favorenti la fertilità, con il risultato che poi diede alla luce i suoi figlioli «Cipì» e «Dodò»: questa è vita, è bellezza, il resto solo chiacchere inutili di frustrati che non vogliono «star bene»!

Buona domenica

Mauro Coruzzi