La storia di Yasser
Italiano da 12 anni "mi negano l'affitto quando vedono il cognome straniero"
Lui è il responsabile di una struttura socioassistenziale assunto a tempo indeterminato; lei un’insegnante con «contratto a prova di Stato». Hanno una figlia 17enne che studia al liceo, un gatto, fanno volontariato rispettivamente in Croce Rossa e a Snupi, e portano con sé le referenze dei padroni della casa in cui hanno abitato negli ultimi 15 anni. Ma un appartamento in affitto no, non lo riescono ad avere.
Non è un problema di costi, nonostante i prezzi attuali - lo sa bene chi è in cerca - siano tutt’altro che facilmente sostenibili. In realtà, dopo la visita all’alloggio prescelto e dopo la conferma della disponibilità a arrivare alla firma del contratto, tutto si inceppa lì: sul cognome di Yasser, che di origine è tunisina ma è cittadino italiano da dodici anni.
Ci sono le agenzie che spariscono dopo aver ricevuto i documenti necessari per redigere l’atto, ci sono quelle che lo dicono chiaramente: «I padroni di casa non vogliono stranieri» o «non trattiamo affitti con stranieri».
«E’ da luglio che ci proviamo e ormai è massacrante», uniscono le voci marito e moglie. Tra i casi più eclatanti – ma altri non dissimili lo hanno preceduto - sono uno di metà novembre e l'altro di pochi giorni: «Nel primo caso l'agenzia ci fissa un appuntamento per un preliminare di affitto, ma mezz’ora prima dell’incontro ci invita a non presentarci perché io sono straniero. La responsabile mi dice che non trattano con gli stranieri e che i proprietari dell'immobile sono molto rigidi. Nel secondo caso ci è stato risposto che non vogliono avere niente a che fare con chi è di origine straniera, anche se i documenti dimostrano il percorso fatto», racconta lui. Che si chiede: «Sono arrivato 20 anni fa, qui ho studiato, qui lavoro e vivo, da 12 anni ho la cittadinanza: uno come me è ancora straniero? Se le cose stanno così, come devo comportarmi? Sono una brava persona, non ho precedenti penali e non ho mai avuto problemi di nessun tipo. Quindi devo andare via dall'Italia? Sono italiano di serie B con un marchio indelebile? E quindi anche mia moglie, dipendente statale e italiana, avrà problemi perché legata ad uno considerato ancora straniero?. Tra l’altro partiamo già da una selezione ridotta di possibilità, perché c’è chi affitta solo a studenti, chi solo a single, chi solo a coppie senza figli».
Lo sconforto è tanto, anche da parte di Paola. «Ci viene risposto, spesso in malo modo, che i proprietari possono fare quel che vogliono dei loro appartamenti. Ovviamente è vero, e io, poi, non sono quella che nega che qualcuno possa avere avuto una brutta esperienza, ma lo stesso capita con gli italiani. Generalizzare è sbagliato a prescindere, ed è una brutta cosa per questa città: incontrateci e capite chi avete di fronte». Pensa alla sua esperienza a scuola: «Come dobbiamo educarli gli studenti? All'odio razziale, al Dna, alla persecuzione? Siamo sconvolti, è gravissimo. In una classe di 23, io ho 15 alunni che hanno uno o entrambi i genitori di origine straniera. Che facciamo? La prossima generazione la mandiamo via?».
«E poi – si chiede - i naturalizzati chi sono? I nostri figli hanno marchio un indelebile? Io stessa? Vorrei sapere cosa siamo, anche per capire come muovermi nel mondo...».
Chiara Cacciani